Ammetto che mi piace scrivere di storie di Donne (la “D” maiuscola non è un caso). La ragione è presto detta: nel nostro mondo essere donna è, purtroppo, ancora una sfida. Essere una donna che vuole avere un equilibrio tra vita privata (partner, figli etc.) e lavorativa è molto difficile. Una sfida ancora più importante se sei anche una migrante.

Andreea Arnautu arriva in Italia nel 2001 dalla Romania per studiare lingue e letterature straniere all’Università di Roma, La Sapienza. Ai tempi la Romania non era ancora nell’Ue e il suo percorso, come tanti altri di oggi, ha incontrato vari ostacoli burocratici, linguistici, culturali e socio-economici. Appena iniziato l’anno accademico si rende conto che il suo permesso di soggiorno dovrà essere rinnovato ogni anno: così organizzarsi per avere tutti i documenti pronti per la richiesta annuale del rinnovo sarà una costante nei suoi pensieri fino al 2007, quando la Romania finalmente diventa membro dell’Ue.

Dopo la laurea magistrale nel 2006 e il master di specializzazione, Andreea inizia il suo percorso lavorativo nel mondo del marketing e della comunicazione con una delle agenzie più importanti della capitale fino al 2017. È un periodo ricco di soddisfazioni lavorative e anche un percorso di crescita continua come donna: diventa sposa e mamma qui in Italia, a Roma. Nel 2017, dopo mesi di riflessione sul cambiare o meno lavoro – diciamocelo, per lasciare un posto fisso ci vuole fegato – l’idea di dare voce, sotto un’altra forma, alla sua creatività; decide così di gettare le basi per la creazione di ONEurope onlus.

Dopo aver definito la strategia e il progetto di attività – condivisione, educazione, integrazione per dare voce e spazio di espressione alle comunità multi-culturali straniere in Italia – fonda ONEurope onlus: “Ho notato che c’erano molte attività ma nessuna strutturata, c’era molta dispersione, ho quindi pensato a una soluzione che poi ha preso la forma di una onlus, per poter unire gli sforzi di tanti migranti e creare una visione sinergica”.

ONEurope onlus svolge attività e progetti utili alla integrazione delle comunità straniere in Italia, in particolare su argomenti relativi all’integrazione e allo sviluppo delle capacità individuali per la cittadinanza attiva e l’Agenda 2030 – nella prospettiva Ue dell’unità nella diversità. Il team di ONEurope onlus conta nel comitato direttivo anche Camelia Adriana Bucatariu, anche lei romena, conosciuta da Andreea in Italia, che ha portato in dote – come mi spiega Andreea – una lunga esperienza con grandi aziende del settore no-profit, nei progetti europei e nel settore della cooperazione allo sviluppo.

Andreea, che ha fatto il suo percorso universitario e lavorativo in Italia, conosce bene l’importanza delle opportunità formative. Così la squadra di ONEurope onlus continua a crescere anche attraverso le collaborazioni con le università e due giovani italiani hanno già iniziato a collaborare con lei. Il progetto del momento è il concorso nazionale di disegno e pittura “Le mie Radici” (#LeMieRadici) dedicato ai ragazzi (dai 5 ai 19 anni) residenti in Italia, nati all’estero o con un genitore straniero. Il concorso partirà il 15 ottobre con l’obiettivo di rappresentare, attraverso la creatività dei ragazzi, il legame fra il paese di origine e l’Italia.

Per fortuna, la professionalità e le idee solide e d’impatto ricevono sostegno e per questa iniziativa nazionale MoneyGram, che è una delle realtà più importanti del mondo per le remittances ed è molto attiva sul tema dell’integrazione, sarà main sponsor del progetto che darà vita anche a una mostra il 13 dicembre a Roma. Il concorso #LeMieRadici ha ottenuto il patrocinio di importanti ambasciate (Irlanda, Polonia, Romania, Ucraina, Uruguay) e la giuria coinvolge artisti e istituzioni nazionali e internazionali. I premi sono forniti da Astra Polska (materiale scolastico e da disegno) e Valore in Sanità (Servizi Sanitari con la Vis card).

Andreea nel frattempo è anche candidata al MoneyGram Award, il premio nazionale assegnato per premiare il successo imprenditoriale di imprenditori stranieri. La sfida è lunga ed è appena cominciata, ma Andreea, ormai cittadina italiana – come molti giovani stranieri trasferitisi qui in Italia – rappresenta quel tipo d’integrazione culturale, sociale ed economica che è stato alla base della nascita della nostra penisola sin dai tempi dell’antica Repubblica romana e del successivo Impero, e che è durato secoli.

@enricoverga

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