Oltre alla sospensione delle esportazioni future di armi alla Turchia, che avverrà per decreto, l’Italia avvierà anche “un’istruttoria dei contratti in essere” con Ankara. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in un’informativa urgente sulla Siria in aula alla Camera

Il bilancio di vittime dell’offensiva turca “è inaccettabile” e sta avendo “effetti devastanti sul piano umanitario”, ha detto Di Maio, sottolineando che “la Turchia è il solo responsabile dell’escalation” in Siria e “deve sospendere immediatamente le operazioni militari”. Per questo, in seguito a quanto concordato lunedì a Lussemburgo con gli altri Paesi Ue, “nelle prossime ore, come ministro degli Esteri, formalizzerò tutti gli atti necessari affinché l’Italia blocchi le esportazioni di armamenti verso Ankara”, ha ribadito Di Maio, suscitando l’applauso dell’Aula. Il capo politico M5s ha annunciato però di voler andare oltre: “Vi comunico inoltre di aver dato immediate disposizioni per l’apertura di un’istruttoria dei contratti in essere. E in questo senso – ha precisato – ribadisco la mia ferma intenzione di esercitare pienamente tutti i poteri che ci conferisce la legge”.

L’Italia esprime “ringraziamento e gratitudine” verso i curdi siriani per la lotta che hanno compiuto contro l’Isis, la cui minaccia resta “concreta e gravissima“, ha poi proseguito Di Maio. “Una pacificazione duratura in Siria non sarà possibile senza un processo inclusivo” e l’Italia “come Paese democratico” intende usare “ogni possibile strumento diplomatico” per fermare l’azione della Turchia. Il ministro degli Esteri ha poi concluso ricordando “il brutale assassinio della giovane attivista curda, Hevrin Khalaf, cui rivolgo il pensiero di tutto il governo italiano”. Anche in questo caso è stato applaudito dai deputati.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Sicilia, la Regione punta sui cavalli: il presidente Musumeci spende mezzo milione per portare l’equitazione nella sua Militello

prev
Articolo Successivo

Ferrara, ‘cento giorni per cambiare una città’. E purtroppo avevano ragione

next