Dense colonne di fumo si sono viste fino dal porto di Gedda a causa di una petroliera iraniana in fiamme 120 chilometri al largo della costa dell’Arabia Saudita. Secondo l’agenzia di Teheran Isna e altri media iraniani, la nave Sabiti, che appartiene alla compagnia petrolifera nazionale, la National Iranian Tanker Company (Nitc), è stata colpita ed è esplosa a causa del danneggiamento di due serbatoi: “Si tratta di un attacco terroristico“, riferiscono fonti anonime all’agenzia. Al momento non è chiaro quale sia l’entità del danno: non ci sono conseguenze per l’equipaggio, ma l’agenzia parla di una perdita di petrolio nel Mar Rosso.

In un comunicato, la compagnia ha poi precisato che sarebbero state due le esplosioni sulla petroliera. Secondo la Nitc, le deflagrazioni sono state “probabilmente provocate da missili“, versione confermata anche dall’agenzia statale Irna. “I tecnici a bordo della petroliera ed esperti della compagnia – aggiunge la compagnia – stanno cercando di chiarire la causa delle esplosioni”.

Tutto l’equipaggio a bordo della petroliera iraniana colpita al largo della costa saudita “è illeso e la nave è stabile”, ha poi comunicato in via ufficiale la compagnia petrolifera precisando che, contrariamente alle notizie diffuse in precedenza, “non c’è nessun incendio a bordo”.

L’evento ha però causato un netto aumento delle quotazioni del petrolio. I contratti sul greggio Wti con scadenza a novembre guadagnano 74 centesimi a 54,2 dollari l’oncia. Il Brent aumenta di 93 centesimi a 60,03 dollari l’oncia.

Foto da Twitter

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