C’è un vincitore assoluto in questo appuntamento con Domeniche bestiali: qualcuno che col suo comportamento ha veramente interpretato alla lettera il nome di questa rubrica, fin troppo forse. Nessuna anticipazione: basteranno le parole del Giudice Sportivo per spiegare. Rimanderemo altre squalifiche, peripezie degli arbitri e racconti dei giudici sportivi alle prossime rubriche e il resto, dagli striscioni dei tifosi che si autodenunciano alle perle dei “Disoccupati di Lusso”, pur essendo molto divertente, passerà in secondo piano. Perché al primo posto c’è lui.

KERIC MIRSAD (assistente arbitrale dell’Isera, Prima categoria Trentino Alto Adige, squalificato fino al 2024) – Questo quel che scrive il giudice sportivo: “In qualità di assistente arbitrale, per tutta la durata della rissa verificatasi al termine della gara, picchiava con inaudita violenza tanti giocatori avversari, alzandoli di peso, buttandoli a terra e colpendoli con forti pugni e calci alle costole, dando l’impressione di voler massacrare chiunque gli si parasse davanti. In possesso della bandierina, la usava a mo’ di bastone per colpire e a mo’ di spada per trafiggere. Quanto sopra avveniva fino a che, altri dirigenti, lo portavano via di peso”. Superfluo ogni commento.

MAI SOBRI – Tra le cose belle del calcio dilettantistico ci sono le coreografie, i cori e in generale l’anticonformismo di chi sceglie di seguire tra polvere, freddo, caldo e zero comodità piccole squadre di paese e non la Serie A comodamente seduto in poltrona. Tra questi c’è chi come gli ultras del Gladiator, squadra campana, sulla “pezza”, ovvero la sciarpa o lo striscione identificativo del gruppo, invece che nomi di battaglia bellicosi, dai drughi a guerrieri a commandi, denuncia le proprie condizioni, avvertendo di non essere “Mai sobri”.

IL SEGRETO DI PULCINELLA – Si dice che la popolare maschera partenopea, quando scriveva lettere, dopo aver buttato giù tutte le parole mettesse la punteggiatura, tutta insieme, a fine foglio, dicendo sostanzialmente al lettore “metti tu i punti dove ritieni più opportuno”. È più o meno quanto avviene nella rubrica – già dal nome assai promettente – “Tecnici disoccupati di Lusso” per “tuttocampo Sardegna”. Promesse mantenute nei contenuti. Da una domande lunghissima riportiamo testualmente: “Nel calcio di oggi si paga per giocare, a volte attraverso sponsorizzazioni e altre invece con vere e proprio prebende, ed è un segreto di pulcinella che coinvolge tutti i ruoli e tutte le categorie dalla LegaPro in giù (anche se pure qualche presenza in B desta sospetto, e anche a queste latitudini). Anche fra i grandi ma anche nelle giovanili, e anche nei dilettanti, insomma tutto il mondo e paese, l’importante ormai nelle società che sono delle vere e proprie aziende si pensa a fare quadrare i conti piu che alla crescita del ragazzo. 6 d accordo?”. E giù con i contorsionismi verbali: “Parliamo della prima e seconda categ. in generale, nn credi che il livello e l importanza data a queste categorie sia un po sottovalutata? , mi spiego (pure n.d.r): nn credi che ci sia un malcostume in queste categorie, si conceda ancora troppo il fatto che non si debba giocare a pallone, considerato solo un dopolavoro x tanti giovani, invece si trovano tante squadre che provano a esprimere un bel gioco, insomma anche in queste categorie si trovano parecchi giocatori che sanno dare del tu al pallone…….? nn credi?”. Parole, parole, parole: se avesse intervistato il Keric Mirsad non sarebbe riuscito a utilizzare più di due frasi.

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