“Non stanno assolutamente chiedendo troppo. Chiedono il giusto“. Michael Stipe, ex leader dei R.E.M., non ha dubbi: gli attivisti di Extinction Rebellion (XR) stanno combattendo una battaglia – non violenta – necessaria. Il cantante ha deciso che devolverà all’organizzazione ambientalista i guadagni ricavati il primo anno dalle vendite delle sue ultime opere, il libro di fotografie “Our Interference Time” e il suo primo brano da solista, “Your Capricious Soul”, uscito il 5 ottobre. E proprio la scelta di rendere disponibile il nuovo singolo ai primi del mese non è casuale, ma pensata apposta per farla coincidere con l’avvio delle proteste ambientaliste in tutto il mondo, cominciate nella stessa settimana (il 7 ottobre). XR prevede di farle proseguire per due settimane in 60 città del mondo.

Stipe ne ha parlato con i giornalisti durante la presentazione dei suoi scatti al Maxxi di Roma: “Credo che sia essenziale riconoscere e provare a cambiare il mondo che ci circonda, perché a controllare questo mondo siamo noi. Siamo noi a decidere chi va al governo e come queste persone potranno apportare dei cambiamenti”. Ha detto l’artista. Alcuni esponenti di Extinction Rebellion erano presenti alla conferenza stampa: Stipe ha detto di essere fiero del loro impegno e ha sottolineato l’importanza di impegnarsi per le giuste cause. I dimostranti chiedono che si dichiari lo stato di emergenza ecologica e climatica – si legge sul loro sito – che si prendano misure immediate per azzerare le emissioni di gas ad effetto serra entro il 2025, e che vengano istituite Assemblee di cittadini e cittadine con potere deliberativo.

Intanto, dieci attivisti hanno cominciato a Roma lo sciopero della fame: dopo il presidio piazza Madonna di Loreto, sui Fori Imperiali, prevedono di tornare ogni giorno a Montecitorio, organizzando sit -in dalle 14.00 alle 20.00. Il loro obiettivo è farsi ricevere dalle forze di governo, per richiedere al Parlamento la dichiarazione per l’Italia dello stato di emergenza climatica ed ecologica. “Digiuneremo finché ci riceveranno”, spiega uno dei dieci, Pietro Corazza, 27 anni, bolognese, laureato in Pedagogia e fondatore della ong “Prendi parte”.

Arrivano anche gli aggiornamenti da alcune delle altre città europee. A Berlino si è concluso pacificamente lo sgombero di Potsdamer Platz, occupata dagli attivisti, che dai loro megafoni hanno espresso la loro riconoscenza alle forze dell’ordine: “Ringraziamo la polizia di Berlino per i loro sforzi pacifici. Siete stati grandi!”. Diverso il clima di Londra, dove si contano 4oo arresti: fra le iniziative più recenti, 11 picchetti nel cuore della metropoli, intralci al traffico e ai trasporti pubblici e due incursioni presso edifici dei ministeri dei Trasporti e dell’Interno. Il premier Boris Johnson ha parlato di “arrabbiati irriducibili” che – secondo lui – dovrebbero sbaraccare “certi bivacchi puzzolenti di cannabis”. A Parigi, intanto, la manifestazione ecologista ha di fatto isolato lo snodo di Chatelet, il centro della capitale.

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