A scuola come in azienda con il badge. A introdurre questa novità è il liceo Frisi di Monza che per combattere i ritardi ha deciso di monitorare gli ingressi degli studenti. Badge alla mano gli oltre 1300 ragazzi che frequentano l’istituto – divisi in sede centrale e succursale “Mantegazza” – ogni mattina registrano la propria presenza passando la scheda sui tre totem presenti nell’atrio della scuola. Ogni studente ha la sua tessera, strettamente personale, distribuita il primo giorno di scuola: in caso di smarrimento si deve procedere alla denuncia ai Carabinieri visto che si tratta in tutto e per tutto di un documento con dati personali. La prima ad essere convinta di questa novità è la preside Lucia Castellana: “L’obiettivo era quello di scoraggiare i ritardi. Abbiamo messo in atto un’azione di contrasto nei confronti di chi abita vicino e arrivava perennemente dopo il suono della campanella. Chiaramente c’è tolleranza nei confronti di chi per cause maggiori, vedi i ritardi degli autobus, è costretto ad arrivare a scuola qualche minuto dopo”.

La preside è sicura della bontà dell’iniziativa: “Il badge serve a dare certezza dell’orario e per avere la rilevazione automatica delle presenze. In automatico il genitore vede se il figlio ha passato il badge e quindi se è a scuola. Abbiamo voluto informatizzare i dati così che anche in caso di evacuazione abbiamo sotto controllo la situazione”. All’inizio c’è stato qualche problema, i ragazzi non erano abituati ma ora con tre totem nella sede e uno in succursale la situazione sembra essersi risolta. Resta valido il controllo del professore: il registro elettronico viene completato in automatico, tuttavia può succedere che uno studente può aver dimenticato il badge perciò il docente deve comunque controllare. Resta il lavoro da fare in caso di richiesta di uscita anticipata o altro: in queste situazioni lo studente deve comunque passare dalla vicepresidenza.

Intanto, per agevolare il flusso dei ragazzi ed evitare i ritardi registrati nelle fasi iniziali l’orario di apertura delle porte è stato anticipato di qualche minuto: gli studenti possono entrare a partire dalle 7,10 e fare tranquillamente le proprie operazioni di registrazione. Risultato? “Stranamente ora i ragazzi arrivano prima”, spiega la dirigente della scuola che vanta il rispetto delle regole nel suo istituto. Sulla scrivania della preside intanto c’è già l’idea di eliminare la tesserina e attivare un QRcode direttamente dal cellulare. Castellana sta anche pensando di utilizzare i monitor dei totem come una bacheca informativa in modo che fin dall’ingresso a scuola gli studenti abbiano chiaro il programma della giornata e dove si tengono alcuni incontri. Un’innovazione che ha trovato il plauso dei genitori e hanno persino portato qualche suggerimento alla preside per migliorare il servizio.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Trento, al liceo una classe con 23 bocciati. Il preside: “È una scommessa. E puntiamo anche sulla loro crescita personale”

prev
Articolo Successivo

Scuola, via libera in Cdm al decreto sui precari: concorso per assumere 24mila docenti

next