“Questo governo ha un orizzonte triennale. Dopo la manovra, intendo avviare un lavoro approfondito su vari temi: riforma fiscale e spending review, sulla quale intendo istituire una commissione. L’obiettivo è che ad aprile il Def e il Programma nazionale di riforme impostino gli interventi per il prossimo triennio. Come si fa in molti Paesi, dovremmo superare l’abitudine di fare sempre tutto all’ultimo”. Così il ministro dell’Economia, Roberto Gualteri, in una intervista al Corriere della Sera.

Senza questo governo l’Iva “sarebbe aumentata di 23 miliardi e l’Italia andava a sbattere” e poi il deficit previsto al 2,2% “ci assicura l’utilizzo pieno della flessibilità e consente di dare un’intonazione espansiva alla manovra, garantendo al tempo stesso una riduzione del debito” dice il responsabile del dicastero. Anche il precedente governo, ricorda Gualtieri, ha usufruito della flessibilità “ma, come si è visto, ci è arrivato dopo un lungo tira e molla. Questo aumenta i costi e riduce i benefici”, fa notare il ministro e aggiunge che è evidente che “una posizione chiaramente europeista del governo e della maggioranza ha in sé un effetto positivo“. Quando parla del conto del Papeete, spiega, “mi riferisco anche al danno che ci ha procurato parlare dei mini-Bot”.

Tornando alla prossima manovra, Gualtieri conferma che le risorse per finanziare la completa sterilizzazione delle clausole e le altre misure previste, “al netto della flessibilità e altri fattori, sono in effetti circa 14 miliardi. Nella Nota sono indicati gli ambiti di intervento che stiamo ora definendo più nel dettaglio. Sono fiducioso che con il contributo di tutti si arriverà a una soluzione equilibrata e condivisa”. A chi ha definito poco ambiziosa la manovra Gualtieri risponde: “Tenuto conto dell’eredità difficile che abbiamo trovato, disattivare 23 miliardi di clausole Iva, avviare la riduzione delle tasse sul lavoro e rilanciare gli investimenti salvaguardando scuola, sanità e welfare non mi sembra un compito poco ambizioso. D’altronde la sfida di questa manovra era così ardua che Salvini ha aperto la crisi perché sapeva di non essere in grado di affrontarla“. E poi Gualtieri pensando a Bruxelles dice: “Non è che stiamo lavorando a una generica lista di auspici. È un piano organico, ogni misura è prezzata e valutata. Anche studiando le pratiche migliori viste in altri Paesi, adattate al nostro”.

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