Nessuna preoccupazione da parte di Giuseppe Conte sulla vicenda Russiagate e sulla visita del ministro della Giustizia Usa a Roma. Fonti di Palazzo Chigi fanno sapere che al premier – che “per correttezza istituzionale” si riserva di riferire al Copasir prima di esprimersi pubblicamente sulla vicenda – non risulta alcuna anomalia di comportamento da parte dei vertici dei nostri servizi. Dagli apparati di intelligence italiani arrivano intanto smentite alle ricostruzioni giunte dall’altra parte dell’Atlantico: non ci sarebbe alcuna registrazione del professore maltese dell’università Link Campus Joseph Mifsud – colui che informò il comitato elettorale di Donald Trump dell’esistenza di “mail compromettenti” riguardanti la candidata Hillary Clinton in mano al Cremlino – fatta ascoltare agli inviati di Donald Trump. E il professore al centro del Russiagate non avrebbe mai chiesto protezione all’Italia come riportato da alcuni giornali.

Conte, che secondo indiscrezioni giornalistiche ha autorizzato ad agosto e a settembre il ministro della Giustizia americano William Barr a interagire con i vertici dell’intelligence per ottenere informazioni su Mifsud, è comunque disposto a riferire al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica che vigila sull’operato dei servizi segreti. Per il quale intanto il Pd ha designato il deputato Enrico Borghi come sostituto di Lorenzo Guerini, neoministro della Difesa,. Il Copasir in questo modo è di nuovo al completo (cinque deputati e cinque senatori) dopo l’entrata in carica del nuovo esecutivo. Ai membri spetta adesso la nomina del nuovo presidente, rappresentante dell’opposizione, in sostituzione proprio di Guerini.

Secondo fonti leghiste, l’intenzione del Comitato è quella di sentire Conte in audizione e chiedere conto del via libera rilasciato a Barr, vista l’inusuale collaborazione tra un esponente politico straniero e i servizi segreti. Fino alla nomina di Borghi, l’organismo non poteva convocare nessuno e nemmeno riunirsi perché incompleto. Unico aspetto da valutare, ma superabile arrivando a una rapida nomina, è la fattibilità e la legittimità di una simile convocazione visto che, al momento, il Copasir non ha ancora un presidente ma solo un “facente funzioni”, il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, vicepresidente dell’organismo bicamerale.

A sollecitare la nomina di un nuovo membro era stato anche il Movimento 5 Stelle: “Il Pd deve nominare al più presto il suo componente all’interno del Copasir. Il Comitato per la sicurezza della Repubblica, oggi più che mai, deve tornare nel pieno delle sue funzioni – aveva dichiarato la deputata Federica Dieni – Non c’è più tempo da perdere, per cui invito i vertici del Partito Democratico a fare una scelta e a procedere con la nomina di propria competenza. Il Copasir non può rimanere fermo per questioni meramente politiche. È dunque necessario che torni a svolgere la sua funzione, che è fondamentale per l’intero sistema democratico nazionale, nel più breve tempo possibile, anche alla luce degli ultimi sviluppi internazionali e delle relative implicazioni rispetto ai servizi segreti italiani”.

Nel corso dei due viaggi in Italia, ad agosto e a settembre, Barr ha potuto prendere parte a due riunioni, la seconda allargata anche al procuratore John Durham, con i vertici dell’Aise, Luciano Carta, e quello dell’Aisi, Mario Parente, oltre al capo del Dis, Gennaro Vecchione. Nel corso della seconda visita, Barr, secondo quanto rivelato dal Daily Beast, ha anche potuto ascoltare la deposizione registrata di Mifsud quando quest’ultimo ha chiesto protezione alla polizia italiana, prima di sparire dai radar di Washington, nel 2017.

Dopo la pubblicazione, una delle domande sollevate dalle opposizioni e alla quale Conte, in caso di convocazione da parte del Consip, dovrà rispondere è se il premier, che ha mantenuto la delega ai servizi segreti, ha avvertito alcuni ministri o membri del proprio governo dell’autorizzazione rilasciata a Barr. Su questo specifico aspetto è intervenuto Matteo Salvini: “Assolutamente no – ha dichiarato ad Agroà, su Rai3 – A Ferragosto ero a Castel Volturno e Conte non fece neanche mezzo colpo di telefono“.

Il capo politico della Lega ha poi accusato il presidente del Consiglio di gestire i servizi “come una sua dépendance”: “Se ci sono incontri di cui gli italiani, ma anche i vice presidenti del Consiglio, sapevano nulla, che riguardavano scandali internazionali veri – ha continuato -, se il presidente del Consiglio usava e continua ad usare tuttora i servizi segreti come una sua dépendance, come dei portatori di acqua e di bevande, spieghi al popolo italiano perché e per come”.

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