Per Luigi Di Maionon è una priorità“, per Matteo Renzi “non deve diventare un tormentone”. E anche in casa Pd c’è chi frena già. Se il provvedimento sullo Ius culturae inizierà (di nuovo) il percorso alla Camera giovedì prossimo, 5 ottobre, il suo percorso rischia di finire presto dimenticato, in nome della pax di governo. Eppure, al Nazareno c’è chi spinge affinché la riforma non venga nuovamente abbandonata, come negli scorsi governi Renzi e Gentiloni. “Basta rinviare sullo Ius culturae. Rispetto a Salvini dobbiamo essere radicalmente alternativi. Se abdichiamo vincerà sempre Salvini”, rivendica l’ex presidente dem Matteo Orfini.

“In quello che sta facendo il governo al momento non c’è l’agenda del Pd, noi dobbiamo porre i nostri temi. Lo ius culturae permetterebbe di correggere una discriminazione. Per il M5s non è una priorità di governo? Nemmeno per noi lo è il taglio dei parlamentari, eppure lo voteremo nel rispetto di un accordo di governo. Mi aspetto lo stesso rispetto dal M5s”, ha aggiunto. E ancora, pungendo Renzi: “Non vuole tormentoni? Sarebbe strano, dopo che i suoi comitati hanno raccolto le firme per una legge di iniziativa popolare proprio per riconoscere lo ius culturae, se non volesse andare fino”.

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