“In realtà speravo di pareggiarla”: parole d’altri tempi di un uomo d’altri tempi. Il 25 settembre 1994, ovvero 25 anni fa, Gigi Simoni e la sua Cremonese battevano il Milan di Capello, fresco di tre scudetti consecutivi e con talmente tanti campioni in squadra da doverne mandare qualcuno in tribuna. Emblema del calcio di provincia, quella Cremonese, tornata in Serie A l’anno prima proprio con Simoni in panchina e arrivata a vincere un trofeo prestigioso: la Coppa Anglo–Italiana a Wembley. Costruita con pochi, pochissimi soldi, un solo straniero, Florjiancic, nessun campione se si esclude un giovanissimo Enrico Chiesa, e tanti pretoriani grigiorossi tutti corsa, sudore e, quando serve, calci: dal centravanti Tentoni al terzino Pedroni, all’esperto regista Giandebiaggi al centrale, allora si chiamava stopper in realtà, Luigi Gualco.

Dall’altra parte la parata di stelle del Milan di Capello: da Maldini a Baresi, da Boban a Gullit, da Desailly a Marco Simone, da Donadoni a Gigi Lentini. All’epoca però le “provinciali” in casa erano tutt’altro che arrendevoli: gli attacchi del Milan si infransero tutti sulla difesa e sul portierone Turci, e le ali veloci grigiorosse in contropiede parevano imprendibili, tanto da costringere un giovane ma promettente terzino rossonero, Christian Panucci, pupillo di Capello, a finire la partita dopo 38minuti per doppia ammonizione. Senza lasciarsi ingolosire dal vantaggio numerico Tentoni e company mantengono il fortino difensivo provando qualche contropiede, finché il genietto Pirri, promessa non mantenuta di quegli anni, confeziona col suo bel sinistro un cross su cui svetta la testa tutta ricci di Gualco, uno che i ragazzini oggi scambierebbero per David Luiz (col dettaglio che Gualco nella marcatura a uomo era molto meglio di Luiz).

A nulla valgono gli assalti del Milan: la difesa con Verdelli, Garzya e Pedroni chiuderà ogni varco, prendendo i 3 punti finali e regalando una vittoria storica ai tifosi grigiorossi che avevano riempito lo Zini (tutti esauriti i 14mila posti). Capolavoro è anche l’intervista di Gigi Simoni a Franco Zuccalà. Il mister sfoggia la sua umiltà e signorilità quando alla domanda “Pensava di vincerla?” evita ogni spavalderia o atteggiamento da vate e ammette, candidamente: “Speravo di pareggiarla”.

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