“Se la scissione di Renzi indebolirà il governo Conte 2? Di certo non lo rafforza, vedremo se sarà un’azione ostile…”. Così il tesoriere del Pd Luigi Zanda dopo l’annuncio dell’uscita dai dem dell’ex segretario e attuale senatore. Con lui, come annunciato dallo stesso Renzi, ci sarà un drappello di una trentina tra senatori e deputati. Tra questi Luigi Marattin, possibile capogruppo della nuova formazione a Montecitorio.

Il diretto interessato per ora non si espone sul punto, ma rilancia: “C’era bisogno di chiarezza. Scarsa trasparenza? Era da annunciare prima di ottenere gli incarichi al governo? Non comprendo le accuse e le perplessità di Palazzo Chigi, la nostra azione non indebolirà l’esecutivo, né lo metterà a rischio. Vogliamo rafforzarlo“. E sulla possibilità che i renziani che resteranno nel Pd finiscano per condizionare il Nazareno smentisce: “Non credo che ci saranno infiltrati, ognuno fa le proprie scelte con trasparenza. Poi magari in futuro ci ritroveremo”, sottolinea, annunciano possibili nuovi arrivi nei mesi successivi.

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