“Questi non sono giornalisti ma spesso calunniatori”: il segretario della Lega Matteo Salvini ha descritto così quanto accaduto a Pontida nello scorso fine settimana, riferendosi agli insulti nei confronti del giornalista Gad Lerner e all’aggressione al videomaker di Repubblica Antonio Nasso, in entrambi i casi ad opera di alcuni militanti del Carroccio. Ospite di Aria pulita su 7gold, l’ex ministro dell’Interno ha detto la sua, sottolineando che “non si tratta mai male nessuno. A casa mia l’ospite è sacro ma se uno sputa veleno su una persona per vent’anni..”. Il riferimento di Salvini e a “Gad Lerner, che una volta si augurò la mia morte“. Poi l’attacco, diretto: “Questi qua non sono giornalisti. Spesso e volentieri sono calunniatori” ha osservato Salvini, specificando che comunque “non si tocca mai nessuno neanche con un dito. Chiunque a casa mia – ha concluso – è rispettato e riverito. Che Repubblica ogni giorno mi insulti, che Gad Lerner passi la vita a insultarmi, e Saviano, e Tizio e Caio… secondo me il giornalista dovrebbe essere superiore a certe cose”. Per quanto riguarda il nuovo governo M5s-Pd, il leader leghista ha spiegato che “all’estero non sarebbe mai successa una cosa del genere”, portando l’esempio di Gran Bretagna e Austria e sottolineando che anche in Italia si sarebbe dovuto votare. All’osservazione della conduttrice sulla costituzione che prevede le cosiddette “manovre di palazzo”, Salvini ha replicato: “Allora c’è qualcosina da cambiare. È una truffa. Ma in Costituzione sono previsti i senatori a vita? Ma perché ci sono? Ma chi li conosce?”.

Tornando agli attacchi ai giornalisti, da registrare la presa di posizione di Gad Lerner, intervenuto a Circo Massimo, su Radio Capital: “Prima di questi cori tanti militanti della Lega mi chiedevano i selfie, mi salutavano cordialmente, frequento i loro raduni da una trentina d’anni – ha raccontato Lerner – Poi si forma il coro, e nel coro emergono gli umori, le pulsioni, che individualmente magari nessuno ha il coraggio di esprimerti. Non è successo niente di grave – ha sottolineato il giornalista – sono andato lì a fare il mio lavoro, ma rilevo qualche differenza rispetto al passato”. In tal senso, Lerner ha ricordato gli insulti ricevuti anni fa dal parlamentare Cesare Rizzi durante Pontida (“Vedo Lerner e capisco Hitler” disse il politico): “La mattina dopo arrivava dopo la telefonata di Umberto Bossi che diceva ‘quello è un pirla, scusalo, noi non la pensiamo certo così'”. Il giornalista poi ha raccontato anche episodi legati al presente: “Mi è successo più di recente con Giorgetti, che mi ha detto ‘non pensare che questa pulsione razzista e antisemita sia l’espressione della Lega’ – ha aggiunto – Ho l’impressione che invece Salvini ci gongoli e ci marci un po’. Di certo non telefona. Non mi ha chiamato, e diciamo che non mi manca”. Secondo Lerner, il leader della Lega si sta preparando “per una traversata del deserto, anche se dichiara di voler tornare al governo fra pochi mesi. Si immagina di nuovo una fase lunga di movimentismo nel quale raccogliere anche l’estrema destra. E già a Roma, davanti a Montecitorio, Casapound e Forza Nuova erano tornati al fianco della Lega e di Fratelli d’Italia“.

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