Accantonata prematuramente l’esperienza di governo la Lega torna di lotta. E dal prato di Pontida i leghisti raccolgono la sfida: “Noi siamo qui per Salvini, ci saremo sempre per lui”. E ciascuno interpreta il momento a suo modo. Non manca nella platea salviniana chi, con medaglietta di Mussolini e tatuaggi a tema, inneggia alla “Marcia su Roma”. Sono molti, Mario Borghezio in testa, ad auspicare una risposta di popolo: “Fosse per me andrei a Roma con le baionette, ma la Lega è un partito democratico… comunque il traditore di merda è Conte“. E contro il premier si levano più voci, i più tradizionalisti gli danno del “Barbarossa” evocando antichi fasti.

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