L’Inter sola in testa, aspettando il Torino. È appena la terza giornata di campionato, ma considerando gli ultimi anni della Serie A è un dato abbastanza interessante.
Non sorprendono i nerazzurri che hanno già preso la fisionomia di Conte: tanta grinta, capacità di soffrire anche quando le partite sono rognose come quella di ieri con l’Udinese. L’ha risolta il giocatore simbolo della nuova Inter, non l’ariete Lukaku ma il genietto Sensi, che piccolo piccolo ha segnato di testa superando i giganti della difesa dell’Udinese, rimasta in 10 per una follia di De Paul. Nonostante l’inferiorità i friulani hanno sfiorato il pareggio, ma la solidità difensiva dei nerazzurri ha avuto la meglio garantendo tre punti e primato per ora solitario. Non brilla la Juve di Sarri, che falcidiata dagli infortuni (in un’ora vanno fuori per noie muscolari DouglasCosta, Pjanic e Danilo) non riesce a superare la Fiorentina di Montella. Anzi, gli svarioni difensivi di De Ligt ancora formato Eredivisie e la verve dei giovanotti lanciati da Montella, hanno rischiato di far capitolare la Signora, affannata, pasticciona e quasi mai pericolosa, tanto da far arrabbiare l’allenatore viola nel finale per lo scarso recupero: voleva vincerla, atteggiamento raro negli ultimi anni per gli avversari della Juve, solitamente cannibalizzati.

Degni di nota i ragazzini terribili viola, su tutti Castrovilli, classe ’97 e fino a ieri alla Cremonese: contro la Juve ha dominato il centrocampo, per nulla impaurito dai blasonati avversari, tanto da venir designato dal suo mister come possibile erede di Antognoni. Da segnalare le prime schermaglie tra mister nel sabato della ripresa: Sarri, che con Firenze ha evidentemente qualche problema, se l’è presa col gran caldo; gli ha risposto da Milano Conte: “Stia sereno, sta dalla parte dei più forti, altrimenti dovremmo tirar fuori i bilanci”. E mantiene lo status di iscritta di diritto nella corsa alla vetta il Napoli, che batte la Sampdoria con doppietta del solito Mertens nel nuovo San Paolo (con gli spogliatoi funzionanti) e per la prima volta non becca gol dopo gli svarioni delle prime due gare (complice anche un Meret strepitoso). Esordio davanti ai nuovi tifosi anche per Llorente, bagnato dall’assist per il secondo gol di Mertens.

Cruciali saranno i prossimi tre giorni: lunedì il Torino avrà la possibilità di agguantare l’Inter in vetta battendo il Lecce, ma martedì e mercoledì saranno molto interessanti per le big impegnate in Champions. Se l’Inter avrà un impegno facile (come del resto è stato anche l’inizio del campionato) con lo Slavia Praga in casa, Napoli e Juve partono subito con big match che forniranno ulteriori elementi per tastarne la competitività. Gli uomini di Ancelotti affrontano il Liverpool di Klopp al San Paolo: match già importantissimo in ottica qualificazione e utile a capire se le amnesie difensive della coppia Manolas–Koulibaly sono alle spalle. Lo scorso anno coi Reds finì 1 a 0 con gol di Insigne, in una delle più belle partite del Napoli di Ancelotti. Mercoledì c’è la Juve a Madrid contro l’Atletico, anche in questo caso riedizione della bella sfida dello scorso anno: incontro interessantissimo in questa stagione perché si scontrano due filosofie esattamente opposte, l’estetismo sarrista (finora però sconosciuto ai bianconeri) e l’ultra pragmatismo cholista. Incontri che diranno molto sulle ambizioni di Juve e Napoli. Per quelle dell’Inter basta aspettare qualche giorno in più: sabato è già derby.

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