Il ministro del Tesoro da Helsinki, il premier da Bari: l’asse Gualtieri-Conte punta sul nuovo ruolo dell’Italia all’interno dell’Europa e sugli investimenti nel Green New Deal. La testimonianza plastica di una strategia ben precisa arriva in pochi minuti, con dichiarazioni conseguenti seppure pronunciate a migliaia di chilometri di distanza. Roberto Gualtieri è alla riunione dell’Ecofin a Helsinki e nella conferenza stampa della domenica mattina dice: “Il tema della golden rule (l’esclusione degli investimenti dal calcolo del deficit, ndr) è entrato nella discussione” ed “è emersa la disponibilità della Commissione, con il vicepresidente Valdis Dombrovskis, ad approfondire forme per proteggere e favorire investimenti legati a grandi priorità a partire dal clima”. Dai commissari è quindi arrivata una prima apertura alla riforma delle regole Ue proposta nei giorni scorsi dallo European fiscal board prevede tra il resto una golden rule “limitata”, da applicare agli investimenti in programmi ritenuti prioritari a livello comunitario. Come, appunto, quelli nell’economia green.

Trascorrono pochi minuti e il premier Giuseppe Conte, dal palco della Fiera del Levante di Bari, raccoglie l’assist: “L’attenzione Ue al Green New Deal è massima e il contributo dell’Italia a questo passaggio cruciale della programmazione sociale ed economica europea sarà quello di lavorare affinché gli investimenti verdi da parte degli Stati membri siano quanto più possibile incentivati. Per questo chiederemo l’esclusione degli investimenti verdi dal calcolo del deficit, ai fini del rispetto del patto di stabilità e crescita”.

Il ministro del Tesoro dall’Ecofin di Helsinki – Un uno-due netto quello sull’economia green, che va ad aggiungersi agli altri temi affrontati da ministro e presidente del Consiglio nei rispettivi appuntamenti: tra questi il nuovo ruolo dell’Italia nell’Unione europea e la questione della legge di Bilancio. “Per un Paese come l’Italia è importante che il debito sia messo su una traiettoria discendente”, ma “ai miei colleghi ho detto che una manovra restrittiva sarebbe controproducente – ha spiegato Gualtieri – e stiamo lavorando per collocarla nel quadro di una più generale e appropriata ‘fiscal stance‘ dell’area euro”. In tal senso, “è ovvio che questo governo si batte all’interno delle regole, che comprendono anche il pieno uso della flessibilità come chiesto da alcuni gruppi politici e come detto dalla presidente Von der Leyen” ha sottolineato il successore di Tria rispondendo a chi gli ha chiesto se per la manovra 2020 basterà la flessibilità già prevista dalle regole attuali. “C’è poi il dibattito sulle regole, ma sono due questioni distinte e come tali vanno trattate” ha aggiunto Gualtieri. Il ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire è stato “corretto” quando ha invitato alla cautela sulla riforma del patto di stabilità: “Condivido la prudenza rispetto al fatto che la revisione del patto di stabilità è un processo molto complesso, delicato e lungo”. “Ora spetterà alla Commissione presentare un rapporto. Ci sono varie forme, dal punto di vista tecnico, per migliorare le regole; ma stiamo correndo. Oggi sono intervenuti quasi tutti, una ventina di Paesi: per essere un Ecofin informale è stata piuttosto partecipata e ricca. Ma è prematuro trarre qualsiasi conclusione”.

Poi ha affrontato altre questioni puramente italiane, come le privatizzazioni: “Non esiste un piano del governo, stiamo lavorando, ci siamo insediati da poco, posso esprimere solo grande prudenza” e resta che “quelle cifre (1% del pil, ndr) sono irrealistiche”. Altro tema è quello dei pagamenti, con l’ipotesi circolata negli ultimi giorni della tassazione sui prelievi del contante. Su questo Gualtieri è stato chiaro: “Vogliamo favorire la modernizzazione dei pagamenti in Italia ma non ci sono misure specifiche che ho letto far parte di un presunto piano del governo”. Il ministro dell’Economia ha poi parlato del ruolo di Paolo Gentiloni in Europa: “Non sarà commissario alla flessibilità dell’Italia ma al rilancio dell’Europa – ha assicurato Gualtieri – non chiediamo eccezioni per l’Italia ma vogliamo concorrere con la nostra autorevolezza al rilancio del progetto Ue”.

Il premier dalla Fiera del Levante di Bari – Sulla stessa linea d’onda il presidente del Consiglio Conte, a Bari per presenziare all’inaugurazione della Fiera del Levante. “Nella mia recente visita a Bruxelles – ha detto – ho ricevuto la conferma che l’Italia è chiamata ad affrontare un punto di svolta, una sfida cruciale. L’Italia gode infatti di un prezioso capitale di fiducia – ha sottolineato – che se sarà spesa al meglio, produrrà effetti benefici nel breve e nel medio periodo”. In tal senso, ha continuato il premier, le risorse reperite da calo dello spread, lotta all’evasione, tax expenditures e spending review “potranno contribuire a una significativa riduzione del carico fiscale su famiglie in particolare con medio e basso reddito e le imprese, in particolare quelle che innovano”. Per quanto riguarda le tasse, inoltre, il premier ha sottolineato che si deve “lavorare ad una robusta azione di semplificazione normativa e ad una riforma della giustizia tributaria, con una robusta alleanza tra amministrazione e cittadini e un’efficace alleanza tra contribuenti e amministrazione per rendere più produttiva la possibilità di alleggerire la pressione fiscale. Su questo aspetto abbiamo una strategia chiara – è il messaggio – Tutti devono pagare le tasse, ma tutti devono poter pagare meno”. Ed è fondamentale, in tema di innovazione, la questione ambientale, su cui Conte ha raccolto l’assist del ministro Gualtieri.

Conte e il piano straordinario per il Sud – Nell’intervento del presidente del Consiglio, poi, non poteva mancare un riferimento al Mezzogiorno: “Il piano straordinario per il Sud, che vogliamo rendere strutturale, si svilupperà lungo quattro direttrici principali – ha annunciato Conte – Lo sviluppo del capitale fisico, la valorizzazione del capitale umano, il potenziamento del capitale sociale e la cura del capitale naturale”. Non solo. “Aprire una nuova stagione di sviluppo sostenibile impone di cambiare paradigma, riconoscendo che Nord e Sud sono fortemente dipendenti l’uno dall’altro” ha aggiunto il premier, sottolineando che “il confine essenziale da superare oggi è quello della contrapposizione fra Nord e Sud, che non ha alcuna ragion d’essere né sul piano sociale, né sul piano economico. La grande stagione della crescita economica e sociale del Paese, ha visto l’azione sapiente – ha sottolineato il premier – di straordinari tessitori dell’interesse nazionale, che hanno compreso il valore dell’interdipendenza. È uno spirito che dobbiamo recuperare, riprendendo a tessere il filo comune dell’interesse nazionale”.

“Mai come adesso – ha detto ancora Conte – il Sud ha l’occasione di essere al centro dell’agenda politica non solo italiana, ma europea. Il tema sarà parte integrante del ‘patto con l’Europa’ che ho anticipato e proposto mercoledì a Bruxelles“. Da par sua, il governo italiano avvierà al Sud “un’operazione di ampio respiro per colmare il gap infrastrutturale con il potenziamento della rete ferroviaria, sia per quanto riguarda l’alta velocità sia il trasporto pubblico locale”. Inoltre investirà “di più e meglio sulla filiera dell’istruzione, fino a una massima integrazione tra il sistema pubblico della ricerca e le esigenze imprenditoriali”. Poi l’annuncio: “L’attività istruttoria è ancora in corso ed è molto complessa ma prendo l’impegno a considerare con la massima attenzione la candidatura di Bari per il G20″ che l’Italia ospiterà nel 2021. “Lo devo alla comunità pugliese di cui anche io faccio parte, che è sempre stata molto operosa – ha sottolineato – E lo devo ai suoi vertici, Emiliano e Decaro che hanno sempre dimostrato grande lealtà e correttezza istituzionale, grande senso di responsabilità“.

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