“Noi siamo disponibili a cedere San Siro, qualora si volesse considerare anche questa ipotesi“. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, mette sul tavolo esplicitamente la possibilità che Inter e Milan possano comprare lo stadio Meazza per poi rimetterlo a nuovo. Una terza via, per provare a sbloccare uno stallo che ormai va avanti da tempo, con le due società di calcio che finora hanno sempre spinto per l’opzione di un impianto nuovo, a San Siro oppure a Sesto San Giovanni, senza però arrivare mai a una presa di posizione definitiva. Mentre l’opzione di un Meazza ristrutturato e rinnovato, in mano ai due club, è sempre stata lasciata in un angolo da nerazzurri e rossoneri.

Il sindaco Sala ne ha parlato a margine dell’apertura del nuovo negozio Uniqlo in piazza Cordusio, senza nascondere che al momento “ci sono due ipotesi sul tavolo: uno stadio a San Siro o uno stadio a Sesto San Giovanni”. In entrambi i casi un impianto nuovo. Uno scenario, soprattutto nel caso in cui Inter e Milan optino per le aree ex Falck di Sesto, che “non sarebbe per noi ovviamente gradito”, ha chiarito il primo cittadino, seppur sottolineando che “stiamo parlando di società private che, nel loro legittimo interesse, potrebbero fare anche una cosa del genere”.

Sala però ha tenuto a specificare che una terza ipotesi esiste (ed è sempre esistita): ristrutturare il Meazza. E che “il Comune con San Siro non vuole farci soldi: siamo disponibilissimi a una valutazione di un ente terzo, che ci dica quanto vale. Non abbiamo assolutamente né bisogno né interesse a speculare su San Siro”. Il sindaco ha spiegato che “una stima del valore del Meazza mi pare che sia intorno ai 70 milioni di euro“, suggerendo un “ente valutatore pubblico, in maniera tale che non ci sia nessuna speculazione“. “Detto ciò le società potranno legittimamente scegliere: se preferiscono, per le loro ragioni, costruire uno stadio nuovo, se ne ragionerà“, ha chiarito Sala. Che però ha anche sottolineato: “La cosa importante è che adesso si arrivi presto a una decisione”.

Adesso tocca a Inter e Milan, quindi. Lo scorso 10 luglio le due società hanno presentato il progetto di fattibilità tecnico-economica: primo passo ufficiale verso la costruzione di un nuovo stadio a San Siro. Impianto da 60mila posti e intorno a un’area multifunzionale frutto di investimenti privati per oltre 1,2 miliardi di euro in cambio della concessione di un diritto di superficie a 90 anni. Nel frattempo si è fatta largo anche l’ipotesi Sesto, spinta dall’amministratore delegato di Milanosesto, Giuseppe Bonomi: “Siamo pronti, nel caso ci fosse l’opportunità, ad ospitare il nuovo stadio di Inter e Milan”, ha detto all’Ansa solo pochi giorni fa. “Non vuole essere un tentativo di forzare la mano a nessuno ha spiegato – Ma se il progetto che hanno presentato avesse dei problemi, noi saremmo prontissimi”.

L’opzione San Siro resta quindi in primo piano: Inter e Milan pensano di costruire il nuovo impianto nell’attuale area parcheggi, per poi abbattere il Meazza – dove nel frattempo si continuerebbe a giocare – e lì costruire tutta la parte multifunzionale, con progetti dedicati a sport, turismo e commerciale. È la condizione sine qua non per avere una struttura moderna e redditizia: far sì che diventi fruibile e attrattiva per tifosi e visitatori 365 giorni l’anno. È un passaggio essenziale per riportare Milano nell’élite del calcio europeo e mondiale. Che prevede però un alto prezzo dal punto di vista affettivo: l’abbattimento di un impianto storico, caro ai tifosi e alla città.

In questo senso, la proposta di Sala – da sempre contrario alla perdita del Meazza – potrebbe aprire a un nuovo scenario. I due club, una volta comprato lo stadio, potrebbero ristrutturarlo e invece utilizzare tutta l’attuale area parcheggi per costruire tutta quella parte dedicata a far aumentare i ricavi al netto della vendita dei biglietti. In pratica, ribaltare il paradigma attuale, ovviando al problema di “dover abbattere” San Siro: un onere che nessuno vuole prendersi. Resta da capire quale sarebbe il prezzo di una profonda ristrutturazione, rispetto a quello della costruzione di un impianto nuovo. Intanto però la proposta è sul tavolo e offre a Inter e Milan una via d’uscita dallo stallo attuale.

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