L’ex sindaco di Bergamo Roberto Bruni è morto a 70 anni la sera del 10 settembre. Primo cittadino dal 2004 al 2009 (in passato consigliere e assessore), consigliere regionale per il Pd dal 2013 al 2018, era attualmente presidente della Sacbo, società di gestione dell’aeroporto Milano-Bergamo, che ha dato l’annuncio: “Sacbo annuncia con immenso dolore la perdita del suo presidente – si legge nella nota – prematuramente scomparso dopo avere combattuto una lunga malattia”. Avvocato penalista di livello e socialista convinto, Bruni era malato dal 2013 e venerdì era stato trasferito all’hospice di Borgo Palazzo.

Sono stati molti i messaggi rivolti all’ex sindaco bergamasco arrivati da tutto il fronte politico. “Ciao Roberto, amico e maestro di buona politica. Ora voglio ricordarti così: felice, commosso e orgoglioso, come quella sera di giugno del lontano 2004 quando sei diventato Sindaco della nostra Bergamo e in tanti ci siamo ritrovati a gioire con te”, ha scritto Maurizio Martina in un lungo post su Facebook. “Se n’è andato un amico, un punto di riferimento, un maestro. Era per tutti noi un esempio”, è invece il tweet del sindaco di Bergamo Giorgio Gori, che Bruni aveva appoggiato nella sua candidatura. Ma lo ha voluto ricordare anche il senatore leghista Roberto Calderoli: “È stato un avversario, in politica, ma ho sempre nutrito stima sincera per lui”. Così come Dario Violi (M5s): “Per me è stato un onore averti conosciuto. Schietto, preparato e mai banale. Per quanto politicamente distanti, in diverse occasioni sei stato un esempio”.

Bruni era figlio e nipote di partigiani: suo zio Roberto e suo padre Eugenio furono deportati a Dachau, dove il primo morì. Da sempre socialista convinto, ha iniziato il suo impegno politico ereditato dalla famiglia in consiglio comunale ad Alzano Lombardo negli anni del terrorismo politico. Intanto si è affermato come penalista e nel 1980 è arrivato per la prima volta a Palazzo Frizzoni con il Psi. Nel 1990 la nomina ad assessore con il sindaco Gian Pietro Galizzi. Dopo un periodo di pausa, la sconfitta alle comunali nel 2001. Nel 2004 invece viene eletto sindaco al secondo turno. Ha amministrato per 5 anni la città: viene ricordato anche per il sostegno alle unioni civili e all’importanza della Resistenza, a fianco dell’Anpi. Dopo l’esperienza da primo cittadino, Bruni è tornato a concentrarsi sulla professione di avvocato, difendendo anche, tra gli altri, l’imprenditore Pierluca Locatelli. Poi nel 2013 l’elezioni a consigliere in Lombardia, non stante la sconfitta del centrosinistra. Renzi non gli piaceva e si era quindi tenuto lontano da quel Pd. Il 4 marzo 2018 però, subito dopo la disfatta elettorale e finita la fase del renzismo, Bruni aveva preso la tessera del Partito democratico. Nel frattempo era diventato presidente di Sacbo e aveva portato avanti la professione seguendo altri casi importanti: nel processo Ubi banca era difensore di uno degli imputati chiave, il commercialista Italo Lucchini.

Bruni lascia la moglie Maria Teresa Rota, conosciuta sui banchi del liceo e sposata nel dicembre 1973, e le figlie Barbara e Federica. La prima avvocato come il padre, mentre la seconda, pediatra, ha seguito le sue orme nell’impegno politico: è al secondo mandato come consigliera comunale, rieletta lo scorso maggio con il Pd dopo una prima esperienza con il Patto civico. Il Comune di Bergamo ha allestito una camera ardente nell’aula consiliare di Palazzo Frizzoni, che sarà aperta per le visite dalle 10 alle 20 di mercoledì 11 settembre e giovedì 12 settembre dalle 8 alle 14. La commemorazione funebre, programmata giovedì 12 settembre alle 15, sarà ospitata dalla stessa sede.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Batterio New Delhi, in dieci mesi 31 morti in Toscana. L’Ars: “Ndm isolati nel sangue di 75 pazienti”

prev
Articolo Successivo

Genova, uccise un ventenne durante il Tso. Pm chiede di assolvere l’agente che sparò 6 colpi

next