“Una tragedia storica” con “devastazioni senza precedenti”. Così il premier delle Bahamas Hubert Minnis ha descritto l’uragano Dorian che da oltre 48 ore si è abbattuto con tutta la sua forza sull’arcipelago e che nella mattina di martedì è stato declassato da categoria 4 a categoria 3 e, infine a categoria 2, nel pomeriggio. Il suo passaggio ha causato la morte di almeno cinque persone, tra cui un bambino di 8 anni, e decine di feriti. Ma le vittime sono destinate a salire: secondo alcune informazioni non ufficiali centinaia di persone sono intrappolate e ci sono cadaveri per le strade. Intanto nella notte è salito il numero di voli cancellati: al momento sono 2700. Difficili fino a ieri i soccorsi, che procedono a rilento con diverse aree irraggiungibili. Gli Stati Uniti hanno inviato la Guardia costiera e alcuni elicotteri per aiutare, anche se non si conoscono ancora le proporzioni dei danni.

Intanto Dorian, secondo l’ultimo aggiornamento del National Hurricane Center, si sta muovendosi verso nordest a una velocità tra i 3 e i 4 km/h. Attualmente si trova a circa 70 km da Freeport, nelle Bahamas e a 160 chilometri dalle coste della Florida. È difficile però sapere quando ci arriverà: ieri si è mosso solo di 10 chilometri in un periodo di otto ore, stazionando per oltre 36 ore sulle Bahamas, in particolare su Grand Bahama e sulle Isole Abaco. Nel pomeriggio lo stesso centro nazionale statunitense per gli uragani ha fatto sapere che Dorian è stato ulteriormente declassato alla categoria 2. La velocità dei suoi venti è diminuita a 175 km/h, “nulla” a confronto dei picchi registrati nei giorni precedenti, in cui ha superato i 350 chilometri orari.

Nel sunshine state, comunque, l’allerta è massima: non si conosce la sua traiettoria e i rischi sono elevati. Secondo gli esperti però l’uragano non dovrebbe abbattersi con la stessa violenza delle Bahamas, pur restando “estremamente pericoloso“. Proseguono quindi le evacuazioni, soprattutto nelle cittadine sulla costa, le più esposte. Chiusi anche diversi aeroporti, come il trafficato scalo di Orlando. Anche le scuole e le università sono corse ai ripari, decidendo di sospendere le lezioni. Così anche i parchi, come Legoland, che hanno deciso di non aprire. L’emergenza è estesa anche alla Georgia e al North e South Carolina, dove è stata ordinata l’evacuazione di un milione di persone. Anche la Virginia ha dichiarato lo stato di emergenza: la sua costa subirà l’impatto di Dorian e non sono esclusi inondazioni e blackout.

Donald Trump nel frattempo segue gli sviluppi di Dorian dalla Casa Bianca, ma è accusato di aver creato confusione. Il tycoon ha infatti incluso l’Alabama tra gli stati a rischio, costringendo poi il National Weather Center a correggerlo. Polemiche anche per un’altra affermazione del Presidente che ha sostenuto di non aver mai visto un uragano di categoria 5 e di non sapere “neanche che esistesse”. Eppure da quando è stato eletto sono stati diversi i fenomeni di categoria 5 che hanno toccagli gli Stati Uniti, come Irma nel 2017, o Maria, che ha devastato Puerto Rico, o ancora Michael che si è abbattuto nelle Panhandle della Florida.

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