“Il problema sono gli oggetti che volano. Banalmente, noi abbiamo una palma e ci hanno detto di togliere i cocchi”. Antonella Cantisani è un’italiana che da due mesi si è trasferita a Miami. E che adesso dalla Florida racconta come sta vivendo l’attesa del passaggio di Dorian, secondo uragano più forte mai registrato nell’Atlantico dopo Allen nel 1980. Nelle ultime ore la sua forza è scesa da categoria 5 a 4, ma Florida, Georgia, Carolina del Nord e Carolina del Sud mantengono lo stato d’emergenza. Antonella parla all’Ansa di code interminabili nei supermercati e per fare benzina, difficoltà a recuperare acqua e finestre e porte sbarrate, mentre l’occhio resta sulle previsioni meteo per le ultime notizie.

“Per me che arrivo dall’Italia è una novità e di conseguenza la vivo con molta ansia – racconta Antonella -. Sensazione che è presente ovviamente anche nelle persone del posto, anche se forse loro sono più abituati. I vicini mi hanno raccontato che l’uragano Irma, nel 2017, aveva lasciato il giorno dopo una vera e propria scena di devastazione nelle strade. Viviamo tutti come il tenente Drogo nel Deserto dei Tartari, attendendo qualcosa che deve arrivare e che in fondo uno non vuole che arrivi”. Le autorità locali hanno raccomandato ai residenti di svolgere procedure precise: “Rifornimento d’acqua e cibo e protezione a finestre e porte. Tutti mettono pannelli di lamiera, mobili o fissati con dei bulloni. Se l’uragano dovesse arrivare, l’indicazione è spostarsi nella zona della casa dove non ci sono finestre, in genere la lavanderia. Poi può essere diramato un comunicato ufficiale in cui si invita a non uscire e a barricarsi in strada”.

Intanto l’allerta in Florida resta alta, le precauzioni massime, nella speranza che Dorian, come da previsioni, si muova verso nord-nordovest, risparmiando le coste sudorientali dello stato. Il console generale italiano a Miami, Cristiano Musillo, fa il punto della situazione con l’Adnkronos dopo l’ultima riunione della cellula di emergenza creata nei giorni scorsi che, insieme all’Unità di crisi della Farnesina ed all’ambasciata a Washington, conta su una rete di oltre 150 ‘antenne’ che “ci consente, anche via whatsapp, di conoscere la posizione degli italiani”. I nostri connazionali residenti in Florida, South Carolina e Georgia e alle Bahamas – quattro degli Stati di competenza del consolato di Miami – sono 45mila, una cifra cui devono aggiungersi migliaia di turisti, per cui una stima approssimativa fa parlare di circa 80mila italiani nell’area. In previsione dell’arrivo di Dorian, che in queste ore continua a imperversare su Grand Bahama, il consolato, spiega Musillo, “ha agito in stretto coordinamento con i tour operator, che hanno fatto ripartire 130-140 turisti che si trovavano alle Bahamas, evitando che dall’Italia arrivassero nuovi charter”.

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