La barca a noleggio sulla quale è morto in Croazia il 13 agosto Eugenio Vinci era invasa da gas tossici, probabilmente provenienti dal generatore a diesel. L’aria nelle cabine del caicco affittato in alta stagione a 11.900 euro a settimana è talmente contaminata che nella mattina di mercoledì 14 agosto i due inquirenti che stanno conducendo le indagini a bordo hanno dovuto chiedere assistenza medica. Il manager siciliano lo aveva scelto per le vacanze con i due figli, la moglie e l’amico Bruno Mancuso, sindaco del comune di Sant’Agata di Militello ex senatore, anche loro rimasti intossicati. I figli di Vinci sono ancora in gravissime condizioni. La barca è della Atlantia Cruising il cui titolare, Zoran Bauk, non ha voluto parlare con la stampa. I quattro membri dell’equipaggio non hanno mostrato sintomi di intossicazione ma sono in stato di shock.

L’autopsia sul corpo di Vinci ha confermato che ha inalato un’alta dose di monossido di carbonio, scrive il quotidiano dalmata Slobodna Dalmacija che cita fonti del centro ospedaliero di Spalato dove è stata effettuata l’autopsia. “Da stamattina agenti con maschere antigas e bombole di ossigeno continuano ad entrare nelle cabine, per uscire appena pochi minuti dopo”, riporta la stampa croata, riprendendo testimonianze dei passanti sulla riva della cittadina di Hvar. L’imbarcazione è ormeggiata dal momento dell’incidente sull’isola della Dalmazia ed è oggetto di indagini. L’agente e il perito, che hanno lamentato malori dopo essere saliti a bordo, sono stati trasportati per precauzione in ambulanza nel vicino centro medico e ora stanno bene.

Continuano a essere in gravissime condizioni i due figli del manager 57enne, di 8 e 14 anni, che dopo l’incidente erano stati portati in ospedale insieme ad altri 3 passeggeri dell’imbarcazione, ora dimessi. Entrambi i bambini hanno compromesse le funzioni di quasi tutti gli organi vitali e sono in terapia intensiva collegati a un respiratore artificiale. “I due minorenni sono in prognosi riservata e non è possibile dire quanto potrebbe durare la terapia intensiva”, ha detto alla stampa croata Branka Polic, capo del reparto del centro ospedaliero di Spalato.

I medici hanno anche confermato che si può quasi certamente escludere un avvelenamento da cibo. “Nel sangue dei due bambini è stato rilevato un alto livello di carbossiemoglobina, che indica una intossicazione da monossido di carbonio”, ha spiegato Polic, precisando che spetta alla polizia individuare la sua fonte. La madre 46enne dei due bambini, anche lei intossicata, è in condizioni stabili e si sta riprendendo in ospedale. Gli altri due italiani, tra cui Mancuso, hanno mostrato sintomi di intossicazione molto più lievi, e sono stati dimessi già ieri sera. Era stato proprio in sindaco amico di Vinci a ipotizzare che il malore dell’amico potesse derivare da un avvelenamento da cibo, ma le informazioni giunte nel pomeriggio del 13 agosto parlavano di una morte dovuta a un’intossicazione da gas di scarico dell’imbarcazione proveniente dal water o dal condizionatore d’aria.

L’imbarcazione in questione è un caicco a vela lungo 21 metri e largo 7, che nelle cinque cabine può accogliere fino a dieci persone. La barca, costruita nel 1992 in Turchia e ristrutturata nel 2015, fa base nel porto di Spalato, in Dalmazia.

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