Il 4 agosto l’Anci (l’Associazione dei comuni italiani) ha lanciato l’allarme per i tagli al personale che, moltiplicati dagli effetti di Quota 100, potrebbero paralizzare i piccoli comuni. Ma il sisma che oggi li investe appare come qualcosa di più ampio: come una vera e propria ‘ritirata dello Stato’.

Sono stato ad Urbe, un piccolo paese in provincia di Savona, che nel ’500 era famoso per le scuri forgiate nella sua ferriera e nel ‘900 per i suoi taglialegna, veri e propri highlander, richiesti in Francia per la loro forza e per la capacità di sopportare il freddo. Oggi Urbe è un labirinto di borgate che, nel Parco del Beigua, (Savona), offre paesaggi unici sia al cliclista palestrato, sia al pensionato pigro che voglia leggere Conrad all’ombra di un castagno.

“Mi raccomando: nell’entroterra non fatevi mai venire un infarto di notte. Meglio farselo venire di mattina perché avrete qualche chance di sopravvivere…” dice Fabrizio Antoci, bancario a Genova e sindaco part-time di Urbe, che racconta quanto stia diventando difficile garantire i servizi essenziali nell’entroterra – “Di notte non funziona l’elisoccorso. I vigili del fuoco non hanno né i mezzi né i piloti per il volo notturno. Ma Urbe dista un’ora dall’ospedale di Savona e 40 minuti da quello di Ovada! D’estate gli abitanti da 700 diventano 4000 con i turisti! Possiamo permettere che chi ha un malore di notte muoia e venga salvato solo chi ce l’ha di mattina?”.

In attesa di trovare una soluzione, i volontari della Croce Rossa caricano il paziente sui loro mezzi e corrono per trasbordarlo a metà strada sull’auto medicale che arriva da Savona. A Urbe infatti, non c’è un medico di base, ma un dottore “prestato” dalla Asl di Genova che, prossimo alla pensione, copre eroicamente Tiglieto, Rossiglione e Urbe, compresi gli ambulatori di frazione.
La guardia medica ce l’hanno tolta alcuni anni fa – racconta Antoci – c’è a Sassello, a 20 km, ma la frazione di Vara Superiore è a 15 km da Urbe, quindi in totale sono 35 km”.

La ritirata dello Stato si manifesta visivamente nell’erba che invade le provinciali. “Poco fa – racconta Antoci – ho incontrato il capo cantoniere della Provincia, un unico cantoniere che è capo cantoniere di sé stesso, a cui sono affidate tutte le strade provinciali da Sassello alla Valbormida. Mi aiuta, ma fa quello che può. Se osservate le provinciali, sono talmente invase dall’erba che i turisti devono camminare in mezzo alla strada. L’appalto è stato dato a una ditta che, a quanto pare non ha mai fatto erba e sta lavorando come una lumaca. Hanno 60 giorni per fare il lavoro, ma se qui mi tagliano l’erba a fine settembre a cosa mi serve? Gli ho detto: ‘Non presentatevi nemmeno perché’ chiamo il Gabibbo!’ Anche perché a settembre ci pensa il buon dio a far seccare l’erba”.

Gli operai del comune di Urbe sono due. Guidano anche gli scuolabus e, da soli, con un decespugliatore, devono tener pulite le strade comunali: 53 km! Per non parlare della neve: “La provincia fa sempre appalti all’ultimo momento dicendo che non ha soldi – dice Antoci – gli ho risposto: ‘benissimo! Se, quando chiameremo un’ambulanza, ci scappa il morto, poi ve la vedete voi!’”.

A settembre Urbe si aggiungerà ai 60 comuni liguri che non hanno un segretario comunale perché quello attuale – figura obbligatoria per riunire la giunta e il consiglio comunale – si trasferirà. In tutta Italia ne mancano 3000, ma i tempi dei concorsi sono biblici. Il prossimo ne sfornerà meno di 200, il che vuol dire che alla Liguria ne toccheranno al massimo 5.

Dopo la chiusura delle comunità montane, il Parco del Beigua è rimasto l’unico ente di coordinamento fra i comuni del comprensorio specie per il ‘Progetto aree interne’, 3.700.000 di contributi statali destinati a 8 comuni, a cui la regione aggiungerà 3.700.000 di contributi europei, ma quando Urbe ha chiesto di far parte del Parco, la regione ha detto di no. “Non c’è mai stata una motivazione – dice Antoci – ogni volta che ho parlato con l’assessore all’Ambiente, la risposta è stata solo ‘NO!’. Non a caso di chiama Stefano… mai!”.

Se i fondi europei restano una delle poche risorse, specie ora che quelle dei parchi sono state prosciugate, le normative europee che proteggono luoghi come Urbe hanno le loro comiche rigidità.
Come quella che impone di immettere nel Lago dell’Antenna, una delle attrattive locali, solo trote autoctone inferiori ai due centimetri e mezzo, il che rende arduo organizzare gare di pesca…

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