Diffuse tra i giovani, fino a mille volte più potenti dell’eroina, acquistabili su internet e invisibili ai comuni test anti droga. Sono le nuove droghe sintetiche: cannabinoidi, catinoni, fentanili, fenetilammine, ketamine. “Quando si parla di queste sostanze, è tutto colossalmente sottostimato”, non fa che ripetere Carlo Locatelli. Da dieci anni dirige il Centro nazionale di informazione tossicologica, l’istituto italiano che si occupa di valutare, monitorare e segnalare le nuove sostanze d’abuso. Ad essere sottostimato è praticamente ogni aspetto: consumo, offerta, numero di sequestri, pericolosità, facilità di reperimento, implicazioni legali. Eppure, spiega il tossicologo, alcune di queste droghe, come gli oppioidi sintetici, “possono produrre danni psichiatrici permanenti, come psicosi e schizofrenie, e anche un leggero sovradosaggio può essere letale”. Un problema che riguarda sopratutto i più giovani, che rappresentano quasi la metà dei consumatori. Secondo i dati dell’Istituto superiore di Sanità, il 13,9% degli studenti, ossia circa 360mila ragazzi, ha detto di aver usato droghe sintetiche almeno una volta nella vita.

“Un chilo vale quanto una tonnellata”
Nel 2018, le autorità italiane hanno registrato 95 nuove sostante psicoattive: il 60% riguarda oppioidi sintetici, cannabinoidi sintetici e catinoni sintetici. In un solo anno, i sequestri di droghe sintetiche in polvere sono aumentati del 101% e quelli in dosi del 13%. La quantità in termini assoluti è piuttosto bassa: circa 144 chilogrammi, pari allo 0,1% del totale di stupefacenti sequestrati. Questi numeri però non riflettono minimamente la realtà del problema. Innanzitutto, c’è da considerare che il 95% di tutti i sequestri ha riguardato marijuana e hashish. Ma il punto, spiega Locatelli, è che “quello 0,1% andrebbe moltiplicato per 1000. I dati sulle droghe sintetiche non sono comparabili con quelli delle vecchie droghe. Sono due universi totalmente diversi”. Il motivo? I cannabinoidi sintetici sono 500 volte più forti della marijuana e hanno effetti simili alla cocaina. Gli oppioidi sintetici come il fentanyl, a seconda della molecola, sono anche mille volte più potenti dell’eroina. Un singolo grammo di carfentanil, ad esempio, basta per tagliare più di duemila dosi. “Siamo davanti a un enorme errore documentale che porta a sottostimare il problema – ribadisce il tossicologo – perché spesso, quando parliamo di droghe sintetiche, un chilo vale quanto una tonnellata”.

Fentanyl: la molecola più letale
Una siringa, un accendino e della polvere marrone. Queste tre cose vengono trovate vicino al corpo senza vita di un uomo di 39 anni, a Milano, nell’aprile 2017. Per la polizia è un caso da manuale: “Overdose da eroina”. La morte finisce ad allungare la lista dei decessi per oppiacei e viene dimenticata in fretta. Ma dopo un anno e mezzo, nel settembre 2018, l’Istituto superiore di Sanità lancia l’allarme: non si trattava di eroina, ma di una droga sintetica derivata dal fentanyl, cioè una sostanza che soltanto l’anno prima, negli Stati Uniti, aveva ucciso 30mila persone. Il fentanyl è una molecola che viene usata in medicina nei pazienti con gravi dolori cronici e in chirurgia come anestetico prima di un’operazione. Se assunto con dosi o tempi sbagliati può deprimere l’apparato respiratorio e provocare la morte. Dopo il decesso di Milano nel 2017, ne sono seguiti altri e i sequestri di oppioidi sintetici sono continuati ad aumentare. Ad oggi non sappiamo in che misura l’aumento del numero di decessi per overdose da eroina sia legato al fentanyl. Come spiega Edoardo Cozzolino, direttore della Struttura complessa dipendenze dell’Asst Fatebenefratelli Sacco, “potrebbero essercene stati di più. Il sistema può aver identificato tre decessi su cento, ed aver segnalato gli altri come overdose da eroina”. Secondo la Società italiana tossicodipendenze, inoltre, dal 2017 ci sono state 62 morti da overdose causate da sostanze “non determinate”. Qualche traccia certa sulla diffusione del fentanyl, comunque, è rimasta. Eccole, in una mappa.

“Lo spacciatore in casa”
Al contrario delle droghe tradizionali, quelle sintetiche vengono vendute quasi esclusivamente su internet, con una facilità di reperimento “pericolosa e dilagante”, soprattutto tra i giovani. Basta fare una ricerca su Google, cercando “chemicals research shop”, per trovare decine di siti che vendono ogni tipo di droga sintetica, dalla ketamina al fentanyl, con tanto di offerte, consegna a domicilio e pagamento tramite paypal o bitcoin. In pratica, “lo spacciatore te lo trovi in casa”, dice Locatelli. Ma com’è possibile che sostanze così pericolose si possano acquistare sul web? Il motivo è che su 850 molecole sintetiche identificate, soltanto una parte è stata “tabellata” e bollata come “illegale”. Le altre invece sono, a tutti gli effetti, legali. Il sistema di controllo di queste sostanze è strutturato in tre fasi: scoperta delle sostanze tramite un sistema di allerta precoce, valutazione dei rischi, misure di controllo. Un processo ancora troppo lento rispetto alla rapidità con cui nuove molecole vengono messe sul mercato. Nell’ultima Relazione europea sulla droga si sottolinea anche come le droghe sintetiche vengano spesso “mescolate con altri stupefacenti, come eroina, cocaina o medicinali contraffatti“.

Chi sono i consumatori
Secondo l’ultima relazione al Parlamento sulle droghe, oltre 250mila italiani tra i 15 e i 64 anni riferiscono di aver utilizzato nuove sostanze psicoattive nell’ultimo anno. In particolare, circa 41mila studenti hanno utilizzato almeno una volta nella vita oppioidi sintetici (come ossicodone e fentanili) per “sballarsi”. Circa un terzo di loro ne ha fatto uso più di venti volte, con un consumo quasi doppio tra i maschi rispetto alle femmine. Ad oggi, circa la metà di tutti i consumatori sono giovani di età compresa tra 16 e 24 anni. Il 45% ha tra 25 e 55 anni. C’è poi un 3% di giovanissimi di 14-15 anni e persino alcuni casi di bambini con meno di 10 anni. “Secondo le nostre ricerche, l’età in cui si passa dalla marijuana alle nuove droghe sintetiche è intorno a 16 anni. È quella l’età in cui fare massima prevenzione”, spiega Locatelli. Per quanto riguarda invece la distribuzione territoriale, la maggioranza di tutta la droga sintetica in polvere è stata sequestrata in Lombardia, mentre i sequestri in dosi sono avvenuti per il 51% al Nord, per il 30% al Centro e per il 19% al Sud e Isole. A facilitare la diffusione di sostanze sintetiche è anche il loro costo, del tutto equiparabile e spesso inferiore a quello delle droghe tradizionali. I maggiori paesi di produzione, secondo i dati della Direzione centrale per i servizi antidroga, sono Cina, India, Messico, Polonia, Belgio e Paesi Bassi.

Invisibili
La maggior parte delle nuove droghe sintetiche è invisibile ai vecchi tipi di esami tossicologici. I test di controllo obbligatori per esercitare molte professioni possono essere facilmente aggirati: “Autisti di mezzi pesanti, autobus, scuolabus. Questi potenzialmente ci fregano tutti”, spiega Locatelli. Per ragioni economiche, i controlli vengono fatti soltanto sulle “quattro vecchie sorelle”, ovvero marijuana, cocaina, eroina e amfetamine. E qui, spiega l’esperto, c’è un altro problema: “Circa un decennio fa sui casi di morti sospette, incidenti stradali e omicidi c’era l’obbligo di fare una ricerca tossicologica. Oggi invece la deve disporre un magistrato, che quasi sempre cerca solo le molecole classiche. Una tendenza che ha portato a una minore identificazione della mortalità da overdose”. Questo, secondo il tossicologo, pone una seria questione anche sull’applicazione dell’omicidio stradale: “Noi rischiamo di togliere la patente o mandare in carcere una persona che ha fumato marijuana tre giorni prima e non è più sotto effetto, ma risulta positivo agli screening. Mentre lasciamo a piede libero coloro che hanno preso droghe sintetiche molto più potenti solo perché non le andiamo ad analizzare”. La bassissima quantità sufficiente alla fabbricazione delle dosi, inoltre, rende spesso queste sostanze “invisibili” anche per le forze dell’ordine. Sono facili da trasportare e da nascondere. Non solo, i cani antidroga non riescono a riconoscerle. Lo chiarisce bene Locatelli: “Mica possono annusare un grammo di fentanile messo in una busta grande quanto una bolletta dell’Enel”.

Danni psichiatrici
Le droghe sintetiche danno diversi tipi di effetti. I cannabinoidi inducono eccitazione. I catinoni danno una forte aggressività. La ketamina ha effetti dissociativi e allucinogeni e produce le intossicazioni più gravi e frequenti. Gli oppioidi sintetici danno una dipendenza feroce e molto aggressiva. “Alcune ricerche sperimentali mostrano che queste droghe alterano in modo permanente e definitivo il sistema nervoso”, afferma Locatelli. In generale comunque, quantificare i danni permanenti alla salute è piuttosto difficile. “In Italia, nessuno possiede una casistica precisa sugli effetti delle droghe sintetiche”, chiarisce Cozzolino, che da trent’anni si occupa di abuso di stupefacenti, anche come ex direttore del Sert di Milano. “Possiamo ragionare solo su singoli episodi di cui abbiamo un resoconto. Detto questo, sappiamo che l’uso di queste sostanze può far emergere patologie psichiche che magari sarebbero rimaste latenti tutta la vita. Le persone che usano cannabinoidi sintetici, ad esempio, possono sviluppare comportamenti psicotici, persecutori e in alcuni casi schizofrenici”. Oltretutto, per molti di questi disturbi non ci sono cure vere e proprie, ma solo trattamenti sintomatici.

Cosa fare
L’estrema difficoltà nel registrare l’uso e le conseguenze delle droghe sintetiche porta a sottostimare il problema. Per il direttore del Centro nazionale di informazione tossicologica sono necessari alcuni provvedimenti: ripristinare l’obbligo di analisi tossicologica sulle morti sospette di overdose e nei casi di omicidio, cambiare l’indirizzo sull’incidentalità stradale per cercare le nuove sostanze psicoattive, introdurre controlli più stringenti per chi guida mezzipubblici. Nel complesso, quello sulle droghe sintetiche rappresenta spesso un buco conoscitivo sia per l’opinione pubblica sia per l’autorità legislativa e giudiziaria. Per una volta, servirebbero due pesi e due misure. Perché in questo caso, un singolo grammo uccide come fossero mille.

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