Amazon affina la capacità dei computer di parlare in maniera più fluida e naturale, avvicinandosi a quella di un essere umano. Google e Microsoft si stanno occupando da tempo di questo aspetto, e tutti rientrano nel settore della sintesi vocale, o text-to-speech. La visione di Amazon è sintetizzata nel nuovo stile vocale, battezzato Newcaster.

È disponibile tramite il servizio cloud Polly, un prodotto professionale che trasforma il testo in un discorso realistico, consentendo ai clienti di creare applicazioni “che parlano” e di costruire categorie completamente nuove di prodotti abilitati al parlato. Julien Simon di Amazon spiega sul blog ufficiale che si tratta di un sostanziale miglioramento che consente ai servizi di podcast o agli assistenti vocali per l’accessibilità di offrire un servizio migliore e convincente.

Podcast. Foto: Depositphotos

Da un punto di vista tecnologico, questa soluzione fa uso di una rete neurale che richiede poche ore di addestramento, invece dei tempi lunghissimi delle tecnologie precedenti. Si compone di due elementi: il primo è una rete neurale di tipo generativo, che converte i fonemi (le unità di suono percettivamente distinte che aiutano a distinguere una parola dall’altra) in una sequenza di spettrogrammi, o di rappresentazioni visive dello spettro delle frequenze del suono. Il secondo elemento invece è un vocoder, che converte gli spettrogrammi prodotti al passaggio precedente in un segnale audio continuo.

Il servizio è usato da gennaio anche sui dispositivi che supportano Amazon Alexa per alcune funzioni specifiche, come la lettura delle sintesi di Wikipedia, e stando alle note ufficiali sta incontrando grande successo. Fra i clienti che l’hanno adottato sono già in elenco The Globe and Mail, Encyclopedia Britannica e molti altri, tra cui in Italia TIM Media.

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