Un miliardo e mezzo di euro per “mettere in sicurezza le nostre scuole“. È il piano del ministero dell’Istruzione che oggi ha firmato degli accordi in materia di edilizia scolastica con la Banca europea per gli investimenti, la Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa e la Cassa depositi e prestiti. Rispettivamente le istituzioni europee hanno stanziato 1,2 milioni di euro e 300 milioni di euro, mentre toccherà alla Cdp erogare le risorse agli Enti locali. “Raggiungiamo così un grande risultato”, ha sottolineato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, presente alla cerimonia, ricordando i “6400 interventi effettuati sugli edifici scolastici” e il “progetto di riforma” scolastica già iniziata. “Abbiamo adottato – ha sottolineato il premier – misure di contrasto contro la dispersione scolastica, ripensato l’esame di maturità, intervenendo su varie criticità della buona scuola, occupandoci dell’annosa questione dei precari”.

La sfida, afferma Conte, è “rendere i nostri edifici sempre più confortevoli”. “Le scuole sono lo scrigno ma anche la cassaforte del futuro del nostro Paese – ha detto durante la presentazione dell’intesa – Sono i luoghi a cui affidiamo il nostro futuro, punti di riferimento sul piano formativo e anche morale. E sono anche dei luoghi materiali in cui i nostri ragazzi devono apprendere in sicurezza, elemento che noi dobbiamo garantire. Scuola più sicura significa anche una scuola più moderna, nuova, fruibile, funzionale”. Gli interventi riguarderanno non solo la messa in sicurezza, ma anche l’adeguamento alle norme antisismiche, l’efficientamento energetico e una nuova costruzione di edifici scolastici.

Nel complesso, con gli stanziamenti erogati oggi e negli scorsi anni dalle istituzioni finanziarie europee e internazionali, sarà possibile realizzare interventi su oltre 9mila edifici scolastici. Le risorse saranno date da Cdp a Comuni, Province e Città Metropolitane tramite la concessione di mutui alle Regioni, sulla base di graduatorie di priorità predisposte da queste ultime e rientranti nella programmazione nazionale triennale 2018-2020 per l’edilizia scolastica del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca che coordina il piano e monitorerà l’utilizzo dei fondi.

Accanto al premier a Palazzo Chigi, erano presenti anche il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, e i rappresentanti delle altre parti firmatarie: il vicepresidente della Bei, Dario Scannapieco, il vicegovernatore della Ceb Carlo Monticelli, e l’ad della Cdp, Fabrizio Palermo. Il risparmio, dovuto alla partnership con Cei e Ceb, ha spiegato il Ministro, “sarà sugli interessi”. “Gli oneri di ammortamento dei mutui – ha detto Bussetti – saranno a carico dello Stato senza alcun carico per gli Enti locali. È il contratto di progetto di importo maggiore sinora stipulato sull’edilizia scolastica”. Un lavoro, ha ribadito, che non è fine a se stesso, ma parte di un più ampio progetto di riforme.

“Come governo abbiamo cominciato il nostro lavoro nel campo dell’istruzione proprio dall’edilizia scolastica sbloccando in quest’anno risorse rimaste ferme per troppo tempo e semplificando al massimo le procedure per l’erogazione dei fondi agli Enti proprietari degli edifici scolastici comuni e province innanzitutto – ha concluso il Ministro – Abbiamo migliorato e reso più accessibile l’Anagrafe dell’edilizia scolastica. I genitori, gli insegnanti, chiunque può avere quella che potremmo definire una fotografia dei nostri istituti”.

“Il nostro obiettivo è quello di lavorare assieme agli Stati membri, rendendo l’Europa tutta più coesa. Nessun Paese membro membri va lasciato da solo per gestire crisi troppo grandi – ha sottolineato il vicepresidente della Bei –  Oggi abbiamo due grandi sfide, una è la lotta al cambiamento climatico – sul quale vorremmo aumentare la percentuale dei nostri prestiti – l’altra è il sostegno al capitale umano”. Investire nelle aule, invece, osserva Monticelli della Ceb, vuol sire “investire nel futuro dell’Italia”. Della stessa idea l’ad Palermo, che aggiunge: “Il futuro del nostro Paese passa dall’investimento che sappiamo fare sui nostri giovani”.

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