Un altro incendio, ma questa volta anche lancio di petardi e razzi di segnalazione nautica contro le forze dell’ordine nel tentativo di forzare una cancellata. Nuove proteste nella notte nella zona del cantiere di Chiomonte, in Valle di Susa, con protagonisti gli attivisti No Tav. Con il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che ne approfitta per ribadire il suo all’Alta Velocità: “Basta ambiguità: ora controlli a tappeto, arresti e accelerazione dei lavori“. La Digos ha identificato circa 20 persone che verranno denunciate. Già nella notte tra venerdì e sabato i dimostranti contrari alla Torino-Lione avevano ammassato legna al ‘Varco 1’ del cantiere del Tav, provocando fiamme alte circa 4 metri.

“Chi attacca la polizia e il cantiere del Tav in Valsusa attacca tutta l’Italia: le divise sono il simbolo di chi difende la sicurezza dei cittadini perbene, l’Alta Velocità è l’emblema di un Paese che vuole andare avanti e non indietro”, afferma il vicepremier leghista. “Nessuna tolleranza per i criminali, mi aspetto condanne inequivocabili da tutti gli schieramenti politici”, aggiunge Salvini.

“Forse pensavano di avere intimidito qualcuno con le denunce di ieri a mezzo stampa, ma anche questa notte un grande falò ha indicato il cammino e dei fuochi sono caduti sul cantiere. Non molleremo mai“. È invece il testo diffuso su internet da attivisti No Tav a commento della nuova dimostrazione. Circa 200 manifestanti sono partiti in corteo dall’abitato di Giaglione. Per sbarrare loro il percorso che porta al cantiere di Chiomonte, lungo la pista nota come sentiero Gallo-Romano, le forze dell’ordine hanno eretto una cancellata metallica rinforzata che gli attivisti, dopo avere acceso il fuoco, hanno tentato prima di sfondare con un grosso tronco e poi di aprire con un flessibile elettrico. La polizia ha reagito con un idrante e la maggior parte dei manifestanti sono arretrati. In seguito una quindicina di No Tav hanno lanciato pietre, petardi, bombe carta e razzi di segnalazione nautica, secondo quanto riferiscono fonti delle forze dell’ordine.

La manifestazione No Tav è in corso dal 19 luglio e proseguirà fino a mercoledì 24. Già dopo i fatti della precedente notte, la Digos della Questura di Torino aveva identificato 50 attivisti del centro sociale Askatasuna di Torino e del Movimento No Tav. Ora ne sono stati identificati altri 20: verranno denunciati per violazione dell’ordinanza interdittiva del Prefetto di Torino. Inoltre, due di questi saranno denunciati per inottemperanza al “foglio di via obbligatorio” dal comune di Giaglione, tra cui una militante catanese e un esponente di Askatasuna. Sono in corso indagini della Digos per individuare anche gli altri responsabili tramite le immagini delle telecamere.

Il Partito democratico attacca: “Sono mesi che chiediamo al ministro dell’Interno, anche con apposite interrogazioni parlamentari, di garantire l’ordine pubblico o e la sicurezza della Val di Susa e dei cantieri della Torino-Lione”, dice la deputata Silvia Fregolent. “Di fonte all’ennesimo atto di terrorismo e violenza verso le forze dell’ordine ha addirittura avuto il coraggio di chiedere agli altri partiti prese di posizione contro questi teppisti, proprio lui che fino ad oggi non è mai intervenuto per non indispettire i suoi alleati di governo”, conclude la democratica. “Piena solidarietà di Fratelli d’Italia alle nostre forze dell’ordine, aggredite in Val di Susa dai soliti violenti: idioti che non sanno nemmeno cosa sia il Tav ma per i quali ogni scusa è buona per sfogare tutta la loro stupidità e intolleranza”, commenta invece Giorgia Meloni. La presidente di FdI chiede poi una condanna da parta di Pd e M5s: “Per ora stanno zitti e come sempre fingono di non vedere. Chi tace è complice“, si legge su Facebook. Anche Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia, scrive su Twitter: “Attendiamo che il M5s rompa il silenzio e si schieri contro violenti e a favore di chi difende lo Stato. Di Maio, Tonelli, Fico se ci siete battete un colpo”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Federconsumatori denuncia: “I treni Pescara-Milano cambiano solo nome. Identici tempi di percorrenza e prezzi aumentati”

prev
Articolo Successivo

Migranti, Sos Mediterranée e Msf riprendono il soccorso in mare. Salvini attacca ong e scrive alla Francia: “Non siamo campo profughi Ue”

next