Il nuovo rapporto “Vacanze Sicure” di Assogomma e Federpneus, in collaborazione con la Polizia Stradale, anche quest’anno propone dati per niente rassicuranti sullo stato di salute degli pneumatici e, più in generale, sull’attenzione che gli automobilisti italiani ripongono nei confronti delle proprie vetture. Per la 16esima edizione del progetto, sotto la lente di ingrandimento sono finite le sette regioni italiane di Lazio, Marche, Umbria, Puglia, Toscana, Valle d’Aosta e Piemonte.

Il parco auto circolante in Italia è obsoleto e senza manutenzione

In tutto, nel periodo aprile-maggio 2019, sono stati oltre 10.500 i controlli effettuati dalla Polizia di Stato, su un campione di veicoli che rappresenta il 35% del parco circolante nazionale. Quest’ultimo, in particolare, versa in una condizione di anzianità piuttosto allarmante: perché degli oltre 51 milioni di veicoli immatricolati, 39 milioni hanno più di 11 anni di età, tra l’altro un dato che dal 2014 tende solo a peggiorare; invece proprio il campione di veicoli controllato dalla Polizia, alla vigilia delle partenze estive, ha dimostrato un’età media inferiore a quella nazionale, di 7 anni e 11 mesi.

Gomme lisce per il 9% del campione controllato

L’anzianità del parco circolante italiano – che è anche tra le più alte in Europa – è sempre più in correlazione con i problemi che nascono dallo stato di trascuratezza delle gomme, tanto che il rapporto di Assogomma attesta come sui veicoli con oltre 10 anni di età (attualmente il 56% secondo fonti Aci) le irregolarità siano doppie rispetto a quelle riscontrate sui mezzi più giovani; questo nonostante l’obbligatorietà della revisione biennale di tutte le auto, superati i quattro anni di età.

Tra le trasgressioni alle norme di sicurezza più diffuse sicuramente l’utilizzo di gomme lisce, pericolosa abitudine riscontrata nel 9% dei veicoli controllati nelle sette regioni interessate dall’indagine. In questo caso, capolista la Puglia con il 12,51% di veicoli con pneumatici lisci, peggiorata rispetto all’ultima valutazione del 2017, nella quale era stato riscontrato appena un 4,8%. Discorso inverso per il Lazio che, pur essendo tra le prime Regioni per tasso di pneumatici lisci (10,33%), ha però fatto progressi rispetto ai controlli dello scorso anno (16,14%): questo, sottolineato anche da Fabio Bertolotti direttore di Assogomma, esplicita chiaramente come le Regioni sottoposte a controlli più frequenti siano quelle che hanno migliorato i propri comportamenti. Un altro esempio, infatti, è dato dall’Umbria, passata dal 9,8% del 2018 al 7,96% di quest’anno, sempre per quanto riguarda l’utilizzo di pneumatici lisci.

Quattro vetture su 10 viaggiano con gomme invernali

Il fatto che gli italiani diano ancora poca importanza alla manutenzione delle gomme come fattore determinante per la sicurezza in viaggio lo dimostrano anche i dati rilevati sull’utilizzo dell’equipaggiamento invernale nei mesi estivi, sulla loro disomogeneità e, in alcuni casi, completa irregolarità.

Il 36% dei veicoli fermati ha presentato un equipaggiamento fuori stagione: circa la metà di questi avevano gomme con pittogramma alpino, la parte restante con marcatura M+S. Ma ancora, nel 4,5% dei casi sono stati segnalati equipaggiamenti non omogenei, il 2,7% aveva pneumatici non conformi alla carta di circolazione, il 3,3% aveva gomme non omologate e il 4,4% aveva pneumatici danneggiati in modo visibile. Senza infine contare il 50% degli automobilisti in viaggio con le gomme sgonfie, ancora più rischioso quando l’asfalto raggiunge temperature molto alte e il veicolo è in sovraccarico.

I dati dell’Istat ricordano che c’è ancora molto da fare per porre la questione in primo piano quando si parla di sicurezza stradale: nel 2017 sono stati infatti 457 gli incidenti stradali che hanno riportato tra le cause lo scoppio di pneumatici e la loro usura. Gli stessi incidenti hanno quindi causato il ferimento di 770 persone e il decesso di 13.

Donne più attente alla manutenzione

Se nel 2018 il 75% dei fermati e sanzionati erano uomini, quest’anno le donne al volante (il 27% del campione controllato) si sono invece distinte per essere leggermente più attente alla manutenzione della propria auto: 16% le irregolarità accertate per le une, 19% quelle accertate per gli altri.

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