Ho partecipato alla riunione all’Hotel Metropol di Mosca e ho conosciuto Savoini…”. Ha fatto coming out Gianluca Meranda, avvocato internazionalista. In una lettera a La Repubblica il legale ha raccontato di essere stato presente al vertice del 18 ottobre 2018 a Mosca e sostiene di essere il ‘Luca’ delle intercettazioni al Metropol. E ora la Procura di Milano, che indaga il presidente dell’associazione “Lombardia-Russia” per corruzione internazionale, lo convocherà nei prossimi giorni.

“Gentile direttore in relazione a quanto apparso sulle vostre colonne, anche in data odierna (‘Moscopoli – Petrolio e Tangentì), desidero specificare quanto di seguito – scrive Meranda – Indicato come il ‘banchiere Luca’ nelle intercettazioni che riguardano l’inchiesta ‘Moscopoli’, sono in realtà un avvocato internazionalista che esercita la professione legale da più di 20 anni tra Roma e Bruxelles, anche nel ramo del diritto d’affari”.

“Confermo di aver conosciuto il dottor Gianluca Savoini e di averne apprezzato l’assoluto disinteresse personale nei pochi incontri avuti in relazione alle trattative -continua l’avvocato nella lettera – I restanti interlocutori all’incontro del 18 ottobre sono professionisti che a vario titolo si occupano di questa materia, esperti sia in compravendite internazionali, sia di prodotti specifici (oil products) che in quel momento erano oggetto del negoziato. Come spesso accade in questo settore, e nonostante gli sforzi delle parti, la compravendita non si perfezionò“.

“Apprendo quindi con stupore dagli organi di stampa che questo incontro avrebbe indotto una Procura del Repubblica ad avviare una inchiesta per reati come corruzione internazionale o finanziamento illecito ai partiti. Confesso apertamente di non votare più da circa dieci anni. Non mi sono mai occupato di finanziamenti ai partiti. Non ho mai avuto incarichi in nessun partito e non ho intenzione di cominciare proprio adesso”, aggiunge l’avvocato Meranda.

“Da uomo di legge so bene che non tocca a me stabilire se e quale reato sia stato commesso e, semmai dovesse esserci un’inchiesta, sarei a totale disposizione degli inquirenti. Da uomo libero e di buoni costumi, tuttavia, spero che il Paese si libererà presto di questo non più sopportabile modo di fare politica”, conclude.

Nei prossimi giorni, riporta l’agenzia Ansa, Meranda sarà convocato in Procura a Milano. Non si sa, in quanto deve ancora essere deciso, se in qualità di indagato o come persona informata sui fatti. Prima dovranno essere effettuati alcuni accertamenti per capire se sia davvero lui il ‘secondo uomo’ presente alla presunta trattativa del Metropol.

“Non posso dire di non aver mai incontrato Matteo Salvini, ma non è stato per questioni professionali – ha spiegato Meranda – Visto il ruolo di ministro che lui riveste, posso dire di averlo incontrato in occasioni pubbliche“. “Ci sono delle indagini in corso, è giusto chiarire la vicenda con i magistrati”, ha aggiunto. “Con Gianluca Savoini ci sono già stati incontri precedenti in Italia – ha concluso l’avvocato – Durante il nostro incontro a Mosca, dove si è trattato di una normale operazione professionale, non era presente Matteo Salvini ed escluderei che lui sapesse qualcosa di questo incontro”.

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