Brusca frenata del made in Germany. Dopo lo stop della produzione industriale di aprile, a maggio gli ordini di fabbrica in Germania hanno registrato una flessione del 2,2% dal precedente +0,4% (dato rivisto da +0,3%). Su base annua il dato ha mostrato una riduzione dell’8,6%, in forte rallentamento rispetto al -5,3 di maggio 2018. Il mercato si attendeva un calo mensile dello 0,2% e un -6,2% su base annua.

Dietro il dato che solleva nuovi timori sulla salute della più grande economia d’Europa perché è considerato il barometro delle prospettive per il settore manifatturiero della Germania, c’è la diminuzione della domanda da parte di Paesi non Ue. Il declino – dopo due mesi consecutivi di crescita – è stato molto maggiore rispetto alle previsioni. Le prospettive per i produttori tedeschi sono peggiorate negli ultimi mesi a causa degli effetti a catena del crescente conflitto commerciale tra Stati Uniti e Cina e delle tensioni tra Washington e Bruxelles.

“L’inasprimento dei dati dei nuovi ordini ha minato le speranze di un rimbalzo industriale, stiamo iniziando a perdere il nostro ottimismo”, ha dichiarato Carsten Brzeski, analista di Ing. Mentre gli ordini interni sono aumentati dello 0,7 percento, la domanda estera è scesa del 4,3 percento: quelli provenienti dalle nazioni Ue hanno perso l’1,7 per cento, mentre gli ordini da più lontano sono scesi del 5,7 per cento. “L’importante settore automobilistico ha visto cadere gli ordini a maggio in Germania e all’estero – ha affermato il ministro dell’Economia in una nota – Nei prossimi mesi sono previste prospettive industriali sempre deboli”.

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