La capitana della nave Sea Watch Carola Rackete non può lasciare l’Italia. È quanto ha stabilito la Procura di Agrigento, che le ha negato il nulla-osta all’allontanamento dal nostro Paese fino al 9 luglio, giorno in cui sarà interrogata dai pm che indagano per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il provvedimento di allontanamento emesso martedì dal prefetto di Agrigento dovrà essere comunque convalidato dalla sezione specializzata del tribunale civile di Palermo, ma non sarà quindi eseguibile fino a quando non arriverà il nulla-osta della Procura.

Al momento Carola Rackete è libera perché martedì il gip di Agrigento Alessandra Vella non ha convalidato l’arresto della comandante e non ha disposto nei suoi confronti nessuna misura cautelare. Per il gip di Agrigento, il reato di resistenza a nave da guerra, contestato dalla Procura in merito alla manovra da lei effettuata per entrare nel porto di Lampedusa e sbarcare i 43 migranti a bordo della nave, non sussisterebbe in quanto la motovedetta della Finanza speronata dall’imbarcazione della on gnon sarebbe una nave da guerra. Caduta anche la resistenza a pubblico ufficiale, perché l’indagata avrebbe agito in adempimento di un dovere. Quanto alla scelta di dirigere la nave verso Lampedusa – aggiunge il giudice – non fu strumentale ma obbligata in quanto i porti della Libia e della Tunisia non sono ritenuti sicuri. Secondo il giudice il decreto legge Sicurezza bis “non è applicabile alle azioni di salvataggio in quanto riferibile solo alle condotte degli scafisti“.

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