La presidente M5s della commissione Giustizia alla Camera Francesca Businarolo ha deciso di annullare l’audizione della Sea Watch nell’ambito dell’esame del decreto Sicurezza bis. A mettere in discussione la presenza della ong era stato il Carroccio che, con una lettera indirizzata alla presidente, aveva chiesto fosse esclusa: la richiesta è stata accolta alla vigilia della convocazione, la sera di martedì 2 luglio. Oggi, in segno di solidarietà, le altre ong previste in audizione alla Camera hanno disertato la convocazione. Non si sono presentate le associazioni Tavolo Asilo, Medici senza frontiere, Open Arms, Mediterranea Saving Humans e Antigone. C’era invece una delegazione della Comunità Papa Giovanni XXIII.

“E’ una scelta di cui abbiamo preso atto ma si tratta di una autoesclusione non comprensibile”, ha commentato la grillina Businarolo. “Ieri ho ritenuto di dare seguito alle richieste avanzate da due gruppi parlamentari, escludendo la Sea Watch dalle audizioni, perché quel caso ha assunto una sensibilità mediatica tale da sovrapporre le finalità del confronto. Decisione presa anche contando sulla partecipazione di altri organismi che hanno scelto di evitare la sede più importante dei processi democratici, cioè il Parlamento, e di organizzare una conferenza stampa esterna”.

Nelle scorse ore, Pd e +Europa avevano insistito nel tenere in ogni caso l’incontro, anche alla luce del fatto che era giunta la notizia dell’annullamento da parte del Gip dell’arresto della capitana della Sea Watch Carola Rackete. In ogni caso gli esponenti del centrosinistra avevano sottolineato che era la capitana ad avere un procedimento penale pendente e non la ong. La Lega, con Igor Iezzi, aveva ribadito che a suo parere era “inconcepibile” che il Parlamento ascolti un soggetto che ha cercato di danneggiare mezzi e uomini della Guardia di finanza.

 

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