Mentre in Italia la popolazione si abbassa, in Veneto riprende a crescere. Dopo tre anni di declino, nella regione il contatore demografico ha segnato 5mila abitanti in più, portando la popolazione residente a 4 milioni e 910 mila. A contrastare il declino demografico, che ha portato il Veneto a perdere 22.559 abitanti in tre anni, non sono le nascite, ma le migrazioni: secondo gli ultimi dati dell’Ufficio di Statistica della regione, il Veneto è tornato ad essere attrattivo. Vuol dire che calamita nuovi residenti da altre regioni (3.804 solo nel 2017) e dall’estero (25.478 persone nel 2017).

Sono solo quattro le regioni che in Italia registrano un saldo positivo nella variazione della popolazione: il Veneto, con un 1,1 abitante in più ogni mille, l’Emilia-Romagna e la Lombardia (ciascuna con 2/1000 in più) e il Trentino Alto Adige (più 4,1 abitanti per mille). Tutte le altre regioni perdono popolazione. Secondo il rapporto annuale dell’Istat, l’Italia sta vivendo un declino demografico frutto del combinato disposto del calo delle nascite e dell’aumento dei decessi. In Veneto la contrazione del tasso di natalità ha portato, nel 2018, a una media di 1,36 figli per donna, a fronte di una media europea di 1,59. Nello stesso anno le nascite sono state mille in meno rispetto ai 36.596 del 2017, che a loro volta erano il 25% in meno rispetto al 2007. Per la prima volta nella storia della regione il numero dei nati è sceso sotto quello degli ottantenni, che si attestano a 38.681, di cui 1196 ultracentenari.

Complessivamente la popolazione veneta risulta essere tra le più longeve in Italia: l’età media è di 83,4 anni – 85,6 per le donne – a fronte di una media italiana di 82,7 anni. Ma l’allungarsi delle speranze di vita mette a rischio l’equilibrio demografico: gli over 75 nel 2017 erano 615.558, pari al 12,5 % della popolazione. Tra vent’anni, nel 2040, saranno il 18% della popolazione.
Non sono ancora tornati i valori pre-crisi, quando il Veneto registrava flussi in ingresso dall’estero superiori ai 50mila nuovi abitanti, ma segnano comunque una ripresa. Anche se permangono flussi significativi in uscita: nel 2017 se ne sono andati 34.738 stranieri, il 34 percento in più rispetto a dieci anni fa.

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