Padre e figlia sono annegati nel Rio Grande mentre cercavano di attraversare il confine tra Messico e Stati Uniti: sono stati trovati a faccia in giù nell’acqua sporca di fango, con le braccia della piccola di due anni ancora strette al collo del papà. La fotografia dei corpi senza vita è stata scattata da Julia Le Duc, reporter de la Journada e sta facendo il giro del mondo diventando l’ennesimo simbolo delle vittime migranti che muoiono cercando di lasciare il proprio Paese. Lo scatto ricorda quello di Aylan Kurdi, il bambino di tre anni trovato morto sulle coste della Turchia nel 2015. I cadaveri sono stati riconosciuti: si tratta di un cittadino salvadoregno, Oscar Alberto Martinez, di 25 anni, e sua figlia Angie Valeria. I due corpi, immersi nell’acqua di un canneto, sono stati trovati sulla sponda sud del fiume. Si vede la bimba ancora con le scarpe, legata al padre da quella che sembra essere una maglietta con il quale l’uomo forse cercava di tenere la piccola stretta a sé nel tentativo di proteggerla. La morte sarebbe avvenuta domenica 24 giugno e i due corpi sono stati ritrovati lunedì 25. Saranno rimpatriati nei prossimi giorni. Il ministro degli affari esteri di El Salvador ha intanto invitato le famiglie che tentano di migrare negli Usa di ripensarci: “Non rischiate”.

Poche ore dopo sono stati trovati altri quattro cadaveri vicino al Rio Grande e proprio nella zona dove è in costruzione una sezione del muro voluto dal presidente Donald Trump: si tratta di una giovane donna, due bambini e un neonato.

Mentre le principali emittenti Usa trasmettono in continuazione le immagini, le autorità americane restano in silenzio. Nessun commento da Trump. Kamala Harris, candidata democratica alla Casa Bianca di origini indiane e afroamericane ha commentato: “Queste famiglie che cercano asilo stanno spesso fuggendo da una violenza estrema. E cosa accade quando arrivano? Trump dice tornate da dove siete venuti. Questo è inumano. Dei bambini stanno morendo. Questa è una macchia nella nostra coscienza morale”. La Camera a maggioranza democratica ha deliberato uno stanziamento di 4,5 miliardi da destinare alla crisi del confine sud, ma la Casa Bianca è già pronta a imporre il veto.

Intanto, il massimo responsabile dell’agenzia federale che gestisce i campi al confine del Messico dove vengono trattenuti i bambini separati dalle famiglie illegali è costretto a dichiarare le dimissioni, dopo che un gruppo di legali ha testimoniato le condizioni terribili in cui i minori sono costretti a vivere: senza cibo adeguato, con scarsa assistenza medica, i neonati accuditi da altri minori. Nell’ultimo anno 6 bambini hanno perso la vita.

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