Trovato l’accordo per garantire la cassa integrazione straordinaria per i 1.800 lavoratori di Mercatone uno lasciati a casa dopo l’improvviso fallimento dell’acquirente Shernon Holding, su cui è in corso un’inchiesta per bancarotta fraudolenta. La svolta è arrivata nel corso dell’incontro al ministero dello Sviluppo economico tra il vice capo di gabinetto del ministero dello Sviluppo Giorgio Sorial, il sottosegretario Davide Crippa, i rappresentanti delle regioni coinvolte, i sindacati e i tre nuovi commissari straordinari del gruppo, estratti a sorte due giorni fa: si tratta di Giuseppe Farchione, Luca Gratteri e Antonio Cattaneo. La Cigs partirà dal 24 maggio (giorno in cui il Tribunale di Milano ha dichiarato il fallimento della Shernon) e durerà fino al 31 dicembre 2019. I lavoratori non percepiscono lo stipendio dal mese di aprile, quando ne hanno ricevuto solo due terzi.

Il risultato convince il ministero ma molto meno i sindacati. Il vice capo di gabinetto Sorial si dice “soddisfatto del lavoro svolto per individuare, in sinergia tra le parti, strumenti e soluzioni per fronteggiare una grave crisi occupazionale”. L’obiettivo delle sigle era invece quello di calcolare la Cigs non in base agli attuali contratti ma a quelli precedenti alla gestione Shernon, perché più sostanziosi. Soluzione ritenuta però impraticabile dai tecnici del Mise. “Questa cosa per noi è un grosso problema“, ha commentato la segretaria nazionale della Filcams, Sabina Bigazzi, a cui si è aggiunto anche il segretario nazionale della Uiltucs, Giuseppe Zimmari, anche lui solo parzialmente soddisfatto e secondo il quale “almeno il primo impegno sull’accesso alla Cigs siamo riusciti a rispettarlo, ma lasciamo ai lavoratori la possibilità di rivendicare il loro diritto”.

Il presidente del Piemonte, Alberto Cirio, ha annunciato che “in attesa che la cassa integrazione venga erogata, la Regione siglerà convenzioni con le banche disponibili ad anticiparla ai lavoratori piemontesi. I lavoratori potranno aprire un conto sul quale verrà loro anticipato il valore degli ammortizzatori, in attesa che vengano resi disponibili dallo Stato”.

Anche altri rappresentanti delle delegazioni regionali hanno poi confermato la disponibilità degli enti locali a fornire assistenza ai lavoratori sotto forma di anticipazione degli ammortizzatori o di sostegno alla reindustrializzazione. Martedì la Giunta regionale dell’Emilia-Romagna ha approvato una delibera che assegna un primo stanziamento di 150mila euro ai Comuni perché possano, a loro volta, destinare risorse a nuclei familiari di lavoratori sospesi dal lavoro e senza retribuzione, in attesa di vedere attivati gli ammortizzatori sociali e che si trovano anche a rischio di esclusione dalle misure di protezione sociale ordinarie.  “Si tratta di un primo supporto a carattere emergenziale e transitorio – ha detto il presidente della Regione, Stefano Bonaccini – per rispondere a bisogni inderogabili e urgenti nel periodo non coperto da ammortizzatori sociali. I fondi riguardano i Comuni dove si trovano sedi aziendali e punti vendita, ma anche quelli dove concretamente risiedono i lavoratori che ora non godono di altre misure di supporto, in attesa che la situazione si sblocchi”.

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