A una settimana dalla prima prova, in rete sono tante le ipotesi che circolano intorno agli autori sui quali ricadrà la scelta del ministero. La maturità 2019, poi presenta alcune novità rispetto a quelle degli anni scorsi: la tipologia del tema storico non ci sarà, e nell’analisi del testo saranno proposti due autori. Inoltre, per la seconda prova le materie saranno due e non più una (latino e greco al classico e matematica e fisica allo scientifico), e niente terza prova.

Secondo quanto risulta a Scuolazoo, la community online di studenti più grande d’Italia, l’autore più temuto per l’analisi del testo è Gabriele D’Annunzio, opinione condivisa dal 65% degli intervistati. Alcuni mesi fa il linguista del Miur Serianni ha confermato che gli autori della Maturità 2019 saranno scelti fra tutti coloro che sono vissuti fra l’Unità d’Italia e oggi. Non sono pochi, certo, ma almeno circoscrive lo spazio di analisi. I più quotati a oggi sono i classici che non escono da molto tempo: Ugo Foscolo, Alessandro Manzoni, Giosuè Carducci, Giovanni Pascoli.

Studenti.it, invece, ha segnalato una rosa delle tracce che i maturandi vorrebbero trovare sul banco. In testa le professioni del futuro, poi immigrazione e fake news. La prima è stata scelta dal 26% dei partecipanti all’indagine, in tutto 10mila. Segue a poca distanza la traccia su immigrazione e accoglienza che vorrebbe poter scegliere il 25% dei votanti. Al terzo posto, con il 17% delle preferenze c’è la traccia su nuovi mezzi d’informazione, social e fake news, anche questo un tema attualissimo, per riflettere sul modo in cui viene condizionata l’opinione pubblica dal nuovo panorama dei media fai-da-te. Alimentazione del futuro e sostenibilità ambientale verrebbe sviluppata dal 16%% dei maturandi mentre l’8% opterebbe per la traccia su Turismo di massa e massificazione della cultura; un altro 8% preferirebbe quella su Sessualità e identità di genere. Per la maggior parte dei maturandi la scelta ricadrà sulla traccia più in linea con i propri gusti personali, non necessariamente gli argomenti più semplici: si affiderà interamente all’argomento che interessa di più il 55% dei maturandi mentre il 23% punterà sul tema che reputerà più attuale. Si “butterà” sul più facile solo il 15% dei ragazzi mentre il 7% sceglierà la traccia con la quale si potrebbe avere più impatto sui commissari che correggeranno il compito.