Duello a colpi di fioretto a Omnibus (La7) tra il viceministro dello Sviluppo Economico, Dario Galli (Lega) e l’ex ministro Dc Paolo Cirino Pomicino.
Il nodo del dibattito è la posizione critica del governo italiano nei confronti della Ue, atteggiamento fortemente criticato da tutti gli ospiti in studio.

Galli risponde ai biasimi di Cirino Pomicino: “Volevo rassicurarla: da leghista sono abituato a sentirmi di tutto, quindi stia pure tranquillo. Dall’alto della sua esperienza abbiamo tutti solo da imparare. Io ricordo che lei, da ministro e da presidente della Commissione Bilancio negli anni d’oro, partecipava a quei governi che facevano deficit dell’ordine del 12-13-14%”.
Pomicino nega sorridendo e Galli obietta: “Dice di no? Guardiamo internet e tiriamo fuori i dati? Craxi e De Mita hanno portato da 80 a 120 il debito pubblico”.
“Ma che dice? Lei deve studiare”, ribatte Pomicino.
Sì, alla sua università – replica Galli – Ma nei governi Craxi e De Mita quanto facevamo di deficit all’anno? Non era 12-13%? Non se lo ricorda?”.
“Assolutamente no – risponde l’ex ministro – Il debito è figlio della bassa pressione fiscale, non dell’eccesso della spesa”.
“Sto parlando di deficit”, controbatte il politico della Lega, che invita Pomicino a intrattenersi con lui dopo la fine della trasmissione per verificare insieme i dati.

Minuti più tardi l’ex parlamentare democristiano rivolge un lungo monito a Gallli e al governo gialloverde: “Nessun governo ha mai posto le condizioni che mi sembra aver espresso Galli, e cioè che la Ue non funziona da nessuna parte, il che significherebbe che dovremmo uscire dall’Europa. E, se i simboli hanno un senso, l’assenza di Salvini alle riunioni europee sta a significare la presa di distanza dall’Europa. In realtà, voi dite certe cose ma sapete per primi che l’Italia non potrà uscire dalla Ue”.

E aggiunge: “Se uno vuole cambiare l’Europa, il primo fondamentale politico che deve conoscere è che bisogna parlare con gli altri Paesi e deve convincere quei Paesi perché si possa cambiare il proprio progetto politico. Basta con questa cosa del “siamo avvocati dei cittadini e rispondiamo agli italiani”. Ma perché, dovreste rispondere agli austriaci? Dite delle cose veramente banali. Se, quindi, volete cambiare la Ue, avete bisogno di colloquiare con l’Europa e di riannodare le relazioni politiche che in un anno avete distrutto. Su questo terreno – conclude – siete degli irresponsabili. Vi invito allora a recuperare saggezza. Se lei pensa che io sia il male, va bene, ma lei non mi faccia concorrenza. Cerchi di fare il bene, se possibile. Senza il male lei avrebbe un problema di identità”.

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