Il corteo di ambulanze che a sirene spiegate aprono il varco ai festeggiamenti in onore di Franco Alfieri, noto come il re delle “fritture”, a sindaco di Paestum fanno certo vergognare ma danno la cifra, dura e cruda, di quale sia il livello civile e culturale di tanta parte del Mezzogiorno. L’offesa che i meridionali, in questo caso i cittadini di Paestum, rendono alla civiltà di cui sono culla è senza pari. E i templi – di cui dovrebbero tessere quotidianamente la memoria e il rispetto – adesso sono vittime di questo oltraggio. L’osceno e barbarico passaggio delle ambulanze spiega quanto noi meridionali siamo colpevoli del nostro destino, quanto il decoro, la dignità, i principi minimi di civiltà, di legalità, persino di buon senso, restino un traguardo ancora non raggiunto. Perché in una provincia, come quella di Salerno, una comunità all’apparenza civile debba affidare a un personaggio con un passato così opaco le proprie sorti non è comprensibile. Come può essere che costui trasformi la carica elettiva in un lavoro perpetuo, essendo stato in precedenza sindaco di Agropoli e prima ancora del comune di Torchiara? La scena delle ambulanze, automezzi adibiti al salvamento delle vite, alla cura dal dolore, le cui sirene sono montate per comunicare l’emergenza, il dramma e non la gioia, dice più di ogni altra cosa sulla consistenza civile di un popolo, sulla propria integrità, anche sul decoro, il senso dell’orgoglio. Il Mezzogiorno è vandea, resta territorio di conquista, e degrada, facendo persino festa, verso forme minori e precarie di democrazia. Anche questo siamo, e dobbiamo purtroppo ricordarcene.

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