Un transatlantico in avaria, che entra nel canale della Giudecca trainato da due rimorchiatori. Naviga a pochi metri da Palazzo Ducale e Punta della Dogana. Solo che uno dei cavi traino si rompe: e la gigantesca imbarcazione va a sbattere su un battello turistico. Quattro feriti, qualche passeggero finito in mare e tanta paura a Venezia. L’incidente, avvenuto poco dopo le 9 del mattino all’attracco della Marittima, rilancia la polemica sull’entrata delle Grandi Navi in Laguna. Due ministri, Danilo Toninelli e Alberto Bonisoli, sono tornati a promettere il divieto di passaggio dei transatlantici in Bacino San Marco. Per il ministero delle Infrastrutture, già entro il mese di giugno arriverà lo stop. Il sindaco Luigi Brugnaro chiede “immediatamente l’apertura del Vittorio Emanuele”. “L’incidente avrebbe potuto risolversi una tragedia”, dice il governatore della Veneto, Luca Zaia. Il prefetto Vittorio Zappalorto ha convocato il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. Lo scontro è stato causato dal transatlantico Opera, della compagnia Msc: è andato a sbattere contro il lancione turistico River Countless, che si trovava vicino a San Basilio, all’ingresso dell’attracco di Marittima. La nave non si è fermata e ha sbattuto contro l’imbarcazione più piccola. Dei quattro feriti trasportati in ospedale, due sono contusi, altri due in osservazione.

La dinamica: “Nave aveva motore in avaria” – L’incidente è dovuto a un’avaria del transatlantico, guidata in Laguna da due rimorchiatori. “La nave di Msc aveva un’avaria al motore, segnalata subito dal comandante. Il motore era bloccato, ma in spinta, perchè la velocità aumentava, come confermano i tracciati Ais”,  dice Davide Calderan, presidente della “Rimorchiatori Uniti Panfido”, la società che con due imbarcazioni stava guidando la Opera all’arrivo in marittima, prima dell’incidente. I due rimorchiatori hanno cercato di fermare il gigante, fino a quando un cavo di traino si è rotto, tranciato dall’impatto con il battello fluviale.  Qualcuno dei passeggeri che si trovava sulla passerella del River Countless (dotata di cabine per il pernottamento e con 110 passeggeri a bordo) è finito in acqua. La paura a bordo è stata enorme per i passeggeri, che si sono visti piombare addosso una nave lunga 275 metri, con stazza di 65 mila tonnellate, che fino a pochi anni fa era l’ammiraglia della flotta Msc. La grande nave ha colpito sul lato di poppa il battello. In quel momento la zona era affollatissima. La scena è stata ripresa da numerose persone, mentre sul posto si sono diretti i vigili del fuoco e gli uomini della vicina Capitaneria di Porto. “Ero nella mia terrazza, al quarto piano e vedo benissimo il canale della Giudecca  quando ho visto la punta della nave che si stava avvicinando verso di noi sembrava venisse fin qui, infatti si è incuneata nella banchina.Vedevo questa punta avvicinarsi e ho pensavo che arrivasse fino a casa mia, dico la verità”, dice una residente di Santa Marta.

La nota della Msc: “Problema tecnico” – A spiegare la dinamica è arrivata una nota della società Msc crociere. “Questa mattina, intorno alle 8.30, Msc Opera in manovra di avvicinamento al terminal Vtp per l’ormeggio ha avuto un problema tecnico. La nave era accompagnata da due rimorchiatori e ha urtato la banchina all’altezza di San Basilio. Contestualmente si è verificata una collisione con il battello fluviale. Sono in corso tutti gli accertamenti per capire l’esatta dinamica dei fatti, la compagnia sta assicurando la massima collaborazione ed è in contatto costante con le autorità locali. La nave al momento è in attesa della messa in sicurezza del battello fluviale e del completamento delle operazioni di sbarco dei passeggeri dello stesso. Non appena ricevuta l’autorizzazione, si sposterà per essere ormeggiata in banchina a Marittima, come previsto, per iniziare le operazioni di imbarco e sbarco dei passeggeri”, fanno sapere dalla compagnia di navigazione. Il transatlantico Opera può ospitare 2.679 passeggeri e un equipaggio di 728 persone. Ha una dotazione di 1.071 cabine. La nave fu battezzata nel 2004 nel porto di Genova da Sophia Loren. All’interno ci sono un teatro con 700 posti a sedere e quattro ristoranti.

La telefonata: “C’è stata una perdita dei comandi”- Pochi minuti di conversazione, tra la sala operativa della Capitaneria di Porto, e il ponte comando della Msc raccontano in diretta l’incidente . Questo il dialogo tra i soccorritori e la nave: “E’ il pilota che parla, il comandante è impegnato… Al momento siamo sulla nave con la prua preminentemente appoggiata al ’29’, abbiamo il rimorchiatore di prua che ha rotto il cavo ed in assistenza al ‘River Countess‘, che è sul nostro fianco sinistro. A poppa abbiamo sempre mantenuto il rimorchiatore con il cavo e siamo fermi”.  “Presumibilmente – prosegue il pilota sulla Msc – c’è stata una perdita dei comandi, abbiamo attivato tutte le procedure possibili per evitare quello che alla fine poi è successo, cioè l’impatto”. La telefonata continua: “abbiamo dato ordine di dar fondo alle due ancore e di agguantarle, abbiamo messo i rimorchiatori di prua in forza ad allargare lato opposto al 29, e quello di poppa in frenata a tutta forza per fermare l’abbrivio della nave, ma dal ponte non abbiamo compreso bene cosa sia successo”.

Toninelli e Bonisoli: “Stop grandi navi” – L’impatto tra il transatlantico e il lancione ha subito scatenato le reazioni politiche. “L’incidente di oggi al porto di Venezia dimostra che le grandi navi non devono più passare dalla Giudecca. Dopo tanti anni di inerzia, finalmente siamo vicini ad una soluzione definitiva per tutelare sia la laguna che il turismo”, ha scritto su Twitter il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli.  “L’incidente che si è verificato oggi, a Venezia, è l ‘ennesima conferma che le grandi navi non devono più passare per la Giudecca. Ed è per questo che il Mibac, alcuni mesi fa, ha posto il vincolo su tre canali di Venezia, e sta lavorando alacremente al tavolo interministeriale per il blocco delle grandi navi in laguna, insieme con il Mit e al ministero dell’Ambiente. Oltre alla tutela della città patrimonio Unesco, bisogna salvaguardare l’ambiente e l’incolumità di cittadini e turisti”, scrive in una nota il ministro per i Beni e le Attività culturali, Alberto Bonisoli. “Abbiamo avuto un incidente, è andata bene così, quattro contusi e un ferito, stiamo aspettando le notizie, prima le persone. Volevo ringraziare tutte le forze dell’ordine, capitaneria e tutti gli uomini che si stanno prodigando per mettere in sicurezza”, ha commentato il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. “È l’ennesima dimostrazione – ha aggiunto – che il Canale della Giudecca non è più consentito, non è più pensabile che sia attraversato dalle grandi navi. L’abbiamo detto da otto anni, chiediamo immediatamente l’apertura del Vittorio Emanuele”. 

Fonti ministero: “Entro giugno stop a grandi navi” – Fonti del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti fanno sapere che sulle grandi navi a Venezia il tavolo istituzionale è da tempo in corso. I ministri interessati si vedranno a breve scadenza per tirare le somme sulle opzioni progettuali individuate, allo scopo di trovare la soluzione definitiva migliore, che arriverà presumibilmente entro il mese di giugno, per allontanare le grandi navi da crociera dalla Giudecca e da San Marco. E’ quanto riferiscono fonti del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.  Nel frattempo, fanno sapere, il Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche per il Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia sta per completare il lavoro sul protocollo fanghi, per il quale, vista la delicatezza del dossier, ha deciso di chiedere anche un parere all’Avvocatura dello Stato. Il protocollo è necessario alla caratterizzazione dei canali.

La protesta del movimento No grandi navi – Immediata la protesta rilanciata via web dal Movimento No Grandi Navi che hanno convocato una conferenza stampa alle Zattere per denunciare l’accaduto. “Lo diciamo da anni che le grandi navi sono un pericolo costante a Venezia. Ma le autorità non vogliono dare applicazioni alle leggi, in nome dell’interesse economico delle compagnie e del turismo a Venezia” dichiara Luciano Mazzolin, portavoce del comitato. Che aggiunge: “E’ una vera follia consentire il passaggio di queste navi. L’incidente odierno ne è la dimostrazione più evidente. Noi continuiamo a sostenere la nostra linea, contro tutto e contro tutti: fuori le grandi navi dalla Laguna. Anche l’ipotesi di far attraccare le più grandi a Porto Marghera non è una soluzione, né per la sicurezza, né per l’impatto ambientale sull’eco-sistema lagunare”.

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