L’ex sindaco di Isola Capo Rizzuto, Carolina Girasole, è stata assolta anche in secondo grado nel processo “Insula”. La Corte d’Appello di Catanzaro, infatti, ha confermato la sentenza di primo grado assolvendo la Girasole dalle accuse di voto di scambio politico-mafioso, turbativa d’asta e abuso d’ufficio. In attesa delle motivazioni, per i giudici è assoluzione piena perché quei fatti non sussistono e l’ex sindaco non li ha commessi.

Difesa dagli avvocati Mario e Marcello Bombardiere, la Girasole era stata accusata di essere stata eletta con i voti della cosca Arena. È stata assolto anche il marito, Franco Pugliese che, stando alla ricostruzione degli inquirenti, avrebbe chiesto esplicitamente appoggio alla cosca Arena per l’elezione della moglie a primo cittadino nel 2008 quando era candidata con la lista “Sinistra Arcobaleno”.

Una volta eletta, il sospetto degli investigatori era che la contropartita della ‘ndrangheta fosse “il mantenimento di fatto del possesso dei terreni confiscati al boss Nicola Arena, quanto la loro coltivazione a finocchio e la relativa raccolta dei prodotti inerenti all’annata agraria 2010”.

Da qui l’accusa di turbativa d’asta e abuso d’ufficio alla Girasole che, nel novembre 2010, aveva preferito indire la gara d’appalto per la raccolta e commercializzazione dei finocchi invece di optare per la soluzione della fresatura dei terreni, così come aveva indicato l’associazione “Libera Terra”, assegnataria dei terreni.

Nel processo di primo grado era stato sentito anche don Luigi Ciotti che, appresa la notizia della sentenza, ha affermato di essere “molto contento per l’assoluzione dell’ex sindaco di Isola Capo Rizzuto, Carolina Girasole, e che sia stata fatta per lei verità e giustizia”.

“Ci siamo sempre impegnati – ha ribadito don Ciotti – affinché si possa raggiungere la verità e, di conseguenza, giustizia. La Corte d’appello ha confermato l’innocenza piena di Carolina Girasole, ma purtroppo ci sono voluti anni per raggiungere questo risultato. Non possiamo e non dobbiamo dimenticare le sofferenze dell’ex sindaco e della sua famiglia. Ora mi auguro che si scopra chi ha contribuito a diffamare e a calunniare”. “Don Ciotti mi ha sempre detto che era convinto della mia innocenza e della mia buona fede – ha dichiarato Carolina Girasole – detto questo, però, da lui mi aspettavo qualcosa di più”. A chiedere chiarezza “su tutta la vicenda che ha portato al processo”, dopo il percorso giudiziario, è la stessa Girasole: “I cittadini di Isola Capo Rizzuto hanno il diritto di sapere la verità”. L’ex sindaco della cittadina in provincia di Crotone riconduce tutto al periodo che va dal 2008 al 2013 quando a Isola Capo Rizzuto “non c’era solo il potere della ‘ndrangheta, ma era presente un altro sistema di potere che orientava tutto”. A questo sistema di potere “non mi sono voluta assoggettare”.

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