“Ho deciso di fare il cammino di Santiago. Un’esperienza magnifica che mi ha permesso di guardarmi dentro e capire che non volevo infilarmi nel tunnel del posto fisso, del mutuo, dei figli e risvegliarmi a 40 anni in una vita insoddisfacente che non avrei voluto cambiare. Amavo la ristorazione e la montagna: l’idea del rifugio è nata da sé”. Martina Bordignon, 29 anni, insegnante, spiega così al Corriere della Sera come è nata l’idea di lasciare il lavoro nei licei – dopo una laurea magistrale in lettere moderne a Trento – e di scegliere la via della passione. Che per lei ha un nome e un luogo: Rifugio Oltradige al Roen, a cavallo tra la provincia di Bolzano e quella di Trento, a 1073 metri. Costruito nel 1913, è del Cai di Bolzano ed è raggiungibile dalla Val di Non a piedi in circa 20 minuti oppure dal passo della Mendola.

Lo inaugura questo weekend insieme ad Andrea Minotti, 30 anni, compagno di vita e di lavoro, dopo una ricerca personale durata quattro anni. Anche lui, come lei, ha lasciato il posto fisso all’azienda di soggiorno di Bolzano per dedicarsi al nuovo progetto in quota. “Praticamente mi si è presentata dicendomi: mi chiamo Martina e voglio aprire un rifugio – spiega lui al Corriere – Mi sono innamorato del pacchetto completo e ho deciso di seguirla”. Iniziano con un’esperienza di due mesi nella gestione di un rifugio che non va come speravano, ma ci riprovano una seconda volta col Rifugio Oltradige e stavolta le cose iniziano a funzionare. “Certo, trovare un rifugio da gestire non è stato facile”, dice Martina, che si descrive iperattiva e con un forte bisogno di stare all’aria aperta. “Non mi piaceva stare seduta, chiusa in un’aula”, dice ricordando i tempi da docente. Così, dopo essersi fatti ‘le ossa’ per due stagioni come apprendisti in alta montagna adesso Martina e Andrea guardano alla loro nuova vita, fatta di 24 posti letto e 60 coperti. “Nella vita le occasioni te le devi creare, provarci con tutto te stesso – conclude lei nell’intervista col Corriere -. Se poi non va bene non potrai biasimarti. Questo è il messaggio che vorremmo dare ai nostri figli. Ma per ora ci godiamo il rifugio“.

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