Ironia e rigore: i due strumenti che alcune tra le principali campagne, reti e associazioni nazionali e locali italiane hanno messo in campo nei confronti di quello che definiscono “governo del cambia-niente” e di cui denunciano la sostanziale continuità con i governi precedenti per quanto riguarda la lotta ai cambiamenti climatici, l’accelerazione sull’economia estrattiva, i tentennamenti sull’acqua pubblica, l’inerzia sui trattati di liberalizzazione commerciale.

Con una lettera aperta oltre 50 reti – associazioni, comitati e movimenti, dai No Triv ai No Tap, il Forum italiano dei movimenti per l’acqua, la Campagna Stop Ttip/Ceta Italia, esponenti dei comitati di Taranto, della Basilicata e della Val Di Susa, e poi gli ambientalisti della associazione Laudato sì che si ispira a papa Francesco e del Gruppo foreste italiane, costituzionalisti come Enzo De Salvatore e Alberto Lucarelli, Medicina democratica, esponenti dell’economia solidale e il missionario padre Alex Zanotelli – avvertono il governo giallo-verde alla vigilia del test delle Elezioni europee: “Avete mancato tutti gli impegni, per mettervi al servizio di interessi che nulla hanno a che fare con quelli dei cittadini italiani e dell’ecosistema. Ne pagherete le conseguenze”.

“Con la spinta alle privatizzazioni, all’estrattivismo e alle grandi opere dannose e imposte, la guerra ai poveri e ai migranti, il vostro malgoverno sta peggiorando la nostra qualità della vita e del dibattito pubblico”, accusano i firmatari. “L’Italia è uno dei Paesi in cui questa deriva è più evidente, dopo decenni in cui governi di ogni colore hanno sostenuto la stessa agenda neoliberista, antidemocratica e antipopolare. Il vostro esecutivo non fa alcuna eccezione, se non per il fatto di essersi contraddistinto per una incoerenza ancora maggiore”.

“Le vostre promesse elettorali, molto più radicali di quelle finora ascoltate da partiti con ambizioni di governo – sottolineano gli attivisti – sono state completamente disattese. No Tap, No Tav, No Triv, Stop Ttip, No Muos, No grandi navi, Acqua bene comune, Stop pesticidi sono solo alcune delle parole d’ordine portate avanti da tanti movimenti sociali e ambientalisti che il governo – e in particolare il Movimento 5 Stelle – ha fatto proprie con impegni pubblici, salvo poi varare misure di segno totalmente opposto”.

Oggi, alla vigilia di nuove elezioni, “la classe politica da voi selezionata e rappresentata, non immune da fenomeni corruttivi, appare palesemente inadeguata a gestire le derive di un’Unione europea dalla forte impronta neoliberista, securitaria e inchiodata all’austerity. Occorrerebbe fronteggiare questi impulsi con la ferma volontà di impostare una radicale inversione di tendenza nelle politiche economiche e sociali a livello nazionale, per renderle compatibili con la transizione ecologica e con la giustizia sociale e intergenerazionale. Costi quel che costi. Purtroppo in questo governo – come in quelli precedenti – mancano competenza e visione per aiutare il Paese ad attraversare il guado”.

Nessuna delega in bianco, dunque, per questo come per i governi precedenti: “Questo non è un appello, è una pubblica affermazione della nostra consapevolezza, una profonda consapevolezza collettiva, che il governo italiano, sulla scia dei precedenti, non è certamente un governo del cambiamento ma un governo al servizio di interessi che nulla hanno a che fare con gli interessi dei cittadini italiani e con i diritti sanciti dalla nostra Costituzione. Continuiamo e continueremo a lottare e costruire il vero cambiamento, per il bene comune di questo Paese e del pianeta”, concludono le organizzazioni.

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