Nessuna rinvio per Radio Radicale. Gli emendamenti al decreto Crescita che chiedevano di prorogare la convenzione restano inammissibili, visto che il Movimento 5 Stelle è ancora contrario e serve l’unanimità nella Commissione Bilancio e Finanze della Camera. D’accordo invece tutti gli altri gruppi, a partire dalla Lega che aveva riammesso l’emendamento per la proroga della convenzione. Enrico Borghi del Pd ha chiesto se tutti i gruppi fossero d’accordo a far rientrare il caso della convenzione a Radio Radicale nel dl Crescita, ma, a quanto riferiscono fonti Dem, i 5 Stelle avrebbero detto di no. 

Un’ostruzione, quella del Movimento, che ha portato a uno scontro in riunione. Tutti i gruppi sono intervenuti per tentare di convincere i membri M5s  a cambiare idea. Duro l’affondo del membro del Pd, Silvia Fregolent, contro il presidente della commissione Bilancio, Claudio Borghi (Lega), accusato di fare “il Ponzio Pilato”.

Già nella giornata di martedì, le possibilità di salvataggio dell’emittente si erano ridotte al minimo, dopo che il Movimento 5 Stelle aveva deciso di non rinnovare la convenzione giudicando eccessivi i 14 milioni di euro l’anno concessi all’emittente e che in Parlamento sono state ritenute inammissibili tutte le proposte di proroga, a partire dall’emendamento della Lega firmato da Massimiliano Capitanio per consentire un’estensione di sei mesi con una copertura di 3,5 milioni.

Ma dall’opposizione non si arrendono e il Pd, con un tweet di Filippo Sensi, fa sapere che “la maggioranza dichiara inammissibili tutti gli emendamenti, compreso quello della Lega, per salvare Radio Radicale, faremo ricorso. A che gioco stanno giocando sulla pelle di lavoratori e il diritto all’informazione? Si prendono una responsabilità gravissima”. Anche la Lega e Fratelli d’Italia hanno annunciato ricorso.