La Commissione europea con due diversi provvedimenti ha inflitto multe per un totale di 1,07 miliardi di euro a Barclays, Jp Morgan, Royal Bank of Scotland, Citigroup e Mitsubishi financial group per aver preso parte a due intese sul mercato delle operazioni in valuta estera a pronti su 11 valute. Citigroup dovrà pagare 310 milioni, Rbs 249, Jp Morgan 228, Barclays 210 e Mitsubishi circa 70. Gli accordi di cartello di cui sono accusate hanno riguardato i cambi di euro, sterlina, yen, franco svizzero, dollari americani, canadesi, neozelandesi e australiani, corone danese, svedese e norvegese. Nel 2015 Barclays, Jp Morgan, Citigroup e Rbs erano state multate anche dagli Usa per manipolazione dei tassi di cambio e del Libor.

Quando le società (fondi pensioni, hedge fund, grandi società o banche) si scambiano grosse quantità di valuta, lo fanno attraverso i ‘Forex trader’. Le transazioni dovrebbero essere eseguite lo stesso giorno al tasso di cambio prevalente. L’indagine della Commissione, spiega il comunicato, ha rivelato che alcuni trader, su ordine delle banche coinvolte nel cartello, si scambiavano informazioni sensibili e piani di trading e occasionalmente coordinavano le strategie di scambio attraverso le chat room online professionali. Grazie a questo scambio di informazioni, erano in grado di fare scelte di mercato informate su quando vendere o comprare le valute che avevano nel portafoglio, creando le occasioni migliori. Due gli schemi di violazione scoperti: il primo è stato battezzato “Banana split a tre vie“, il secondo “Essex express“, dai nomi delle chat su cui i trader comunicavano tutto il giorno sui loro terminali Bloomberg. Le infrazioni accertate vanno dal dicembre 2007 al gennaio 2013.

“Aziende e privati dipendono dalle banche per cambiare il loro denaro per concludere transazioni in valuta estera”, ha commentato la commissaria all’Antitrust Ue Margrethe Vestager. “Le operazioni di cambio spot sono uno dei più vasti mercati del mondo, valgono miliardi di dollari al giorno. Questa decisione manda il messaggio chiaro che la Commissione non tollererà comportamenti collusivi in alcun settore dei mercati finanziari. Il comportamento di questi istituti ha minato l’integrità del settore a spesa dell’economia europea e dei consumatori”.

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