La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati 24 persone, appartenenti ai movimenti di estrema destra Casapound e Forza Nuova, in relazione ai disordini scoppiati nella zona di Casal Bruciato, periferia est della Capitale, per l’assegnazione ad una famiglia rom di una casa popolare. Altre 41 persone, tutte appartenenti ai due movimenti, sono indagate per gli episodi quasi identici di Torre Maura, anche in questo caso zona orientale di Roma, avvenuti il 2 aprile. In quel caso “si protestava” contro il trasferimento in una struttura di accoglienza di alcune famiglie rom. In tutt’e due i casi il procuratore aggiunto Francesco Caporale e il sostituto procuratore Eugenio Albamonte alla luce di una informativa Digos contestano, a vario titolo, i reati di istigazione all’odio razziale, violenza privata, minacce, adunata sediziosa, apologia di fascismo. Nel caso di Torre Maura, invece, viene contestato anche il reato di rapina in relazione ai panini, che erano destinati al centro di accoglienza, calpestati nel corso dei disordini. Per le vicende di Casal Bruciato è indagato anche l’uomo che gridò ti stupro nei confronti di una delle assegnatarie dell’alloggio, la cui foto (con la bambina in braccio) è finita su tutti i giornali.

La Procura ha indagato anche altre 16 persone tra antagonisti e appartenenti ai movimenti per la casa per il reato di corteo non autorizzato svolto, sempre a Casal Bruciato, l’8 maggio in risposta ai sit-in degli attivisti neofascisti nel quartiere.

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