Elisabetta Gualmini ha commesso una grande leggerezza. Le mailing list per scrivere a tutto l’Ateneo si possono chiedere ma, in questo caso specifico, non è stato fatto e non poteva neanche essere autorizzato”. Il rettore dell’Università di Bologna, Francesco Ubertini, boccia senza appello la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna e candidata Pd alle prossime Europee che, nei giorni scorsi, ha inviato una mail elettorale all’indirizzario dell’Alma Mater, dove è docente di Scienza politica. Ora Gualmini rischia l’apertura di un procedimento interno all’Ateneo, per aver violato il regolamento. La mail aveva come oggetto “Vicina, in Europa”, una classica comunicazione da campagna elettorale, con l’invito a votare per Gualmini e ad esortare altri a farlo.

Secondo il codice etico dell’Alma Mater, però, l’indirizzario di Ateneo non può essere utilizzato per fare propaganda elettorale. A far scoppiare il caso è stato il M5s. “In queste ore centinaia di messaggi elettorali della vicepresidente Gualmini stanno arrivando nelle caselle mail del personale universitario, il che fa supporre che abbia utilizzato una mailing list istituzionale, tra l’altro l’indirizzo mail usato è quello dell’Unibo” avevano segnalato Andrea Bertani, capogruppo in Regione e la consigliera Silvia Piccinini. La vicenda poi è finita sul Blog delle Stelle e da lì ha valicato i confini emiliano-romagnoli. Gualmini, all’inizio, ha rimandato al mittente le accuse dei 5 Stelle: “Gli indirizzi sono pubblici e ci mancava anche che coinvolgessi l’Ateneo su questo, se qualcuno lo ha trovato disturbante mi spiace” ha replicato ma, dopo l’intervento di stamattina del rettore Ubertini, ha ammesso l’errore: “Mi ero già scusata pubblicamente con chi si è offeso per aver ricevuto la mail, non ho difficoltà a concordare con il rettore che l’invio della mail ai colleghi Unibo sia stata una leggerezza, in una campagna elettorale faticosissima, per me esordiente, ma bellissima e appassionante”.

Gualmini potrebbe essere sottoposta a provvedimenti da parte dell’Ateneo per aver violato il regolamento. “Come facciamo sempre in questi casi, quando ci sono segnalazioni di questo tipo – spiega il rettore -, a prescindere che si tratti di studenti, docenti o personale tecnico, abbiamo procedure di verifica, all’esito delle quali, in base ai nostri regolamenti, valutiamo se ci sono eventuali sanzioni”. Ma al M5s non basta e ora chiede al Garante della privacy, per voce del parlamentare Davide Zanichelli, di prendere posizione. A salire sulle barricate anche Galeazzo Bignami, parlamentare bolognese di Fi, che annuncia, invece, un ricorso al Corecom, evidenziando che il testo delle mail mandate da Gualmini “è in palese conflitto con le disposizioni stesse della Regione Emilia-Romagna” visto che “nella comunicazione si richiama espressamente il suo ruolo di vicepresidente, mentre la Regione vieta che si utilizzi il proprio ruolo istituzionale per fare propaganda politica”. “Se, come avevamo chiesto – insiste -, Gualmini avesse rassegnato le dimissioni da vicepresidente, non saremo incorsi in questo problema”. Bignami evidenzia poi che “ha inviato da una mail istituzionale, quella di Unibo, la sua propaganda, utilizzando quindi uno strumento che è stato posto a sua disposizione per usi accademici”. Su questo Fi presenterà una interrogazione parlamentare “per chiedere al Miur se ritenga normale che strumenti istituzionali messi a disposizione dei docenti vengano utilizzati per scopi di propaganda elettorale”.