Centinaia di lavoratori “costretti a ritmi gravosi, straordinari imposti sotto continua minaccia di licenziamento, omesso versamento di contributi, retribuzione difforme dalle ore davvero lavorate (anche 11 al giorno)”. Ma anche a lavorare nel weekend, dietro la minaccia di essere “lasciati a casa per una settimana”. Poi c’è il versante dell’organizzazione societaria, basata su “un carosello di società cooperative per occultare un regime di sopraffazione retributivo”. Ha tutti gli ingredienti della più classica storia di sfruttamento del lavoro tramite cooperative la vicenda che ha portato al commissariamento di Ceva Logistics Italia srl, filiale italiana del gigante svizzero della movimentazione merci.

Il Tribunale di Milano, riportano il Corriere della Sera e Il Sole 24Ore, ha ordinato l’amministrazione giudiziaria della Ceva in seguito all’inchiesta condotta dal pubblico ministero Paolo Storari, la quale a sua volta aveva preso spunto da un procedimento avviato con tre imputati e 170 parti offese a Pavia, dove Ceva Italia di merci ne movimenta parecchie. A Stradella, in particolare, dove sorge la cosiddetta “Città dei libri” nei cui 80mila metri quadri le aziende dell’editoria fanno passare un centinaio di milioni di libri l’anno. Il provvedimento, adottato dalla sezione Misure di Prevenzione, non punta a confiscare ma a bonificare l’azienda dagli illeciti: l’obiettivo è quello di “analizzare e rimodulare, in un’ottica primaria di di salvaguardia dell’occupazione a tutti i livelli, gli accordi contrattuali”.

Il sistema, secondo i magistrati, era basato sull’interposizione di una lunga serie di cooperative legate tra di loro da contratti a cascata, tutte facenti capo al consorzio Premium Net – 10mila dipendenti in tutto il paese e commesse con aziende come “Tim, Wind, Johnson & Jonhson, Buffetti, Lavazza, Daikin, Henkel, Rcs, Sole 24Ore e altri”, si legge nel decreto – con la quale Ceva Italia si interfacciava. All’interno della galassia Premium si verificavano, secondo gli inquirenti, le condotte illecite ai danni dei lavoratori: “Nessuno ti impone straordinari – ha fatto mettere a verbale una lavoratrice – ma se non lo fai c’è un’elevata possibilità di essere lasciati a casa“.

“Le buste paga erano fatte a caso – ha raccontato un operaio romeno – me se volevo lavorare dovevo sottostare a queste condizioni”. “Non sempre erano inseriti i festivi nei pagamenti”, racconta una donna, e a volte “erano pagati come i feriali“. Ma c’è anche ci racconta che “il capo aveva deciso che chi non era venuto quella domenica doveva rimanere a casa per una settimana”. Pratiche che accomunano diverse realtà che gravitano nell’ambito della logistica e della movimentazione merci, che ilfattoquotidiano.it ha raccontato nel caso dell’area cargo dell’aeroporto di Malpensa.

Secondo i magistrati Ceva, 1.400 dipendenti, era “consapevole” dello sfruttamento cui Premium  – che, riporta il Corriere, ha fatturato alla prima 26 milioni di euro nel 2016 e 47 nel 2017 – sottoponeva i suoi lavoratori. Sapeva, annotano i magistrati, “che Premium Net offriva ai propri clienti prezzi molto al di sotto di quelli necessari a coprire soltanto i costi diretti delle stesse commesse, risultando quindi ‘obbligata’ ad abbassare i ‘costi reali’ della componente lavoro molto al di sotto di quella scaturente dalla corretta applicazione del contratto collettivo nazionale”. Ovvero a sfruttare i suoi lavoratori.

Si tratta di un “commissariamento parziale“, fa sapere Ceva: “La misura, di durata e finalità limitate, riguarda unicamente i contratti passivi di manodopera nelle attività di Contract Logistics – si legge in una nota dell’azienda – Tale provvedimento contribuirà a preservare gli interessi di CEVA Logistics Italia, che è tra le società che in passato hanno lavorato con Premium Net. CEVA Logistics Italia ha cessato ogni rapporto commerciale con Premium Net dall’agosto 2018. CEVA Logistics Italia collaborerà pienamente con tutte le autorità competenti per tutta la durata delle misure”. “Le attività commerciali e operative di CEVA Logistics Italia non sono impattate dalla misura”, tiene a far sapere l’azienda, che “continuerà ad offrire ai propri clienti i migliori servizi per aiutarli ad espandere il loro business”.

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