Mio padre è un fervente cattolico e io sono cresciuta imparando a memoria il Padre Nostro e L’Ave Maria, ho frequentato il catechismo e ho collezionato tutti i sacramenti “obbligatori” quali: battesimo, prima comunione (con tanto di vestito da sposa-bambina) e cresima. Dopo anni di riflessione e soprattutto dopo aver maturato una certa consapevolezza di me, mi sono molto allontanata dalla religione cattolica specialmente dall’Istituzione della Chiesa. Non vado in chiesa, non credo nei sacramenti e non credo minimamente nella figura del prete come colui che dovrebbe fungere da tramite tra dio e i suoi fedeli, sono fermamente convinta che tutte le cariche religiose dovrebbero sposarsi e fare figli e soprattutto che tutti gli inestimabili beni della Chiesa debbano essere usati per cancellare la fame nel mondo e la povertà dilagante. Non credo nel Papa come figura religiosa, ma credo in quest’uomo buono e illuminato con un delizioso accento sudamericano che sta cercando in tutti i modi di aprire un varco in quel muro di omertà e di corruzione nel quale è immerso l’intero apparato della Chiesa Cattolica. Per questi e tanti altri motivi, non intendo sposarmi con rito religioso, non ho battezzato mia figlia, che lascerò libera di decidere da sola di credere in ciò che vuole e di scegliere la sua strada. Sono convinta che i sacramenti oggi abbiano perso il loro vero significato e siano diventati solo delle obsolete convenzioni sociali. Nella mia vita ho deciso di essere coerente e ho molto rispetto per mio padre che di coerenza ne ha tanta, nella fede come nella vita. Le persone coerenti sono quelle di cui ti puoi fidare, cosa rara al giorno d’oggi.

Tutta questa premessa per arrivare al punto: siamo entrati ufficialmente nel periodo Prime Comunioni. Finalmente un motivo valido postare 3755 foto in posa su Facebook e Instagram senza passare per quelli che sbattono i fatti loro sui social senza senso. Ora, quegli interi reportage di ristoranti, vestiti in finta seta dai colori improbabili in salsa fine anni 80 e bambine vestite come sposine turche e mini rappresentanti della Folletto hanno un senso ben preciso: “È il giorno della Prima Comunione, abbiamo affittato la sala grande e ho preso 250 bomboniere da Thun che mi sono costate lo stipendio intero”. Una sorta di Ballo delle/dei Debuttanti che per un giorno vengono addobbati come alberi di Natale e portati in trionfo presso il parentado adorante, introdotti in società come piccoli divi. La dinamica è un po’ quella del matrimonio, con la differenza che le buste che ricevono in regalo sono meno pesanti ma mamma e papà hanno comunque chiesto un altro prestito alla banca, che sommato a quello del Battesimo, alla rata del mutuo e a quella della macchina significa pane e acqua per i prossimi dieci anni, perciò “magnate come se non ci fosse un domani a sta festa!”. Alla cerimonia in chiesa ci sono otto persone, ma ne hanno invitate duecento: “Vabbè le altre 192 vengono direttamente al ristorante, che in chiesa non facevano in tempo”. Certo, il rito in chiesa sarebbe effettivamente la Prima Comunione ma vabbè, sono dettagli. Si sa che in chiesa non viene mai nessuno “ma non si potrebbe farla durare meno ‘sta messa? No. perché il tizio del ristorante ci aspetta per l’una!”. Il ristorante è stato scelto con cura, molto tempo prima, più o meno quando il pargolo aveva 3 anni. E’ il più bello del circondario, ci fanno tutti i ricevimenti che contano e quando si parla di Battesimo, Prima Comunione, Cresima e Matrimonio non si bada a spese. D’altronde è risaputo, terzo comandamento “Ricordati di santificare le feste”: perché il sacramento abbia una certa validità, tocca spenderle due lire. E dai su, le basi!

L’outfit merita un capitolo a parte. In confronto il red carpet del Met Gala 2019 è una processione di Medjugorje. Uomini e donne, senza distinzione, scelgono mise coraggiose e glamour: completi effetto lucido e gilet sotto giacca per lui, con varianti di colore che vanno dal nero sposo Gomorra ad un sobrio blu elettrico, i più modaioli azzardano un gessato e pantaloni con risvoltino acqua in casa, per tutti Hogan come se piovesse. Per le signore largo al colore! Rosso, verde, lilla, arancione: la parola d’ordine è “stupire”. Direi più “scioccare”. Abiti lunghi e svolazzanti, con stole annesse e acconciatura fresca di lacca; si spazia dallo stile impero decaduto che nasconde i fianchi generosi e regala una parvenza di gravidanza che a 30 anni genera dolce stupore, mentre a 60 uno scambio di foto su Whatsapp con commenti del tipo: “Zia Gemma inquartata”, “Effetto anti-depressivi ne abbiamo?”, “Ma non era a dieta?”, per arrivare a tubini leggermente sotto l’inguine con collant color carne che “in questo periodo il freddo ti frega”, abbinati a décolleté con plateau importante comprate on line nella sezione night club. Alcune osano cappelli in tinta che ricordano vagamente una regina Elisabetta incapace di intendere e di volere. Ma si sa, sono i dettagli a fare la differenza perciò largo a fantasiose, colorate, glitterate, pralinate, caramellate manicure fatte in casa dalla cugina di secondo grado, che lavora in nero perché prendersi l’attestato non conviene e in una giornata si fa 150 euro senza spese.

Il banchetto attende gli ospiti e questa volta non ne manca nemmeno uno all’appello anzi, qualcuno si è pure imbucato, tanto cugino, più cugino meno è uguale. Allestimento a tema vario e variopinto, menù di pesce e di carne, da bosco e da riviera per accontentare tutti i palati. Immancabili gli applausi a cena aperta (pure a pranzo non scherzano!) “Auguri Giulia!” “Auguri Matteo!” “E per Matteo hip hip urrà, urrà, urrà”. Zii ubriachi che intonano canzoni, mentre la starlette della Prima Comunione al suo secondo cambio d’abito, manco fosse Sanremo, gira per i tavoli e fa gli onori di casa, salutando e ringraziando tutti “anche pè i rigali”. A fine pasto (arrivarci!), quando ormai i bottoni della camicia di nonno stanno per cedere al loro destino e il trucco delle commensali si è ormai sciolto sulla faccia dando loro quell’aria da scappate di casa che fa tanto radical chic, tutti si alzano e ringraziano gli intestatari del prestito per la bella festa e si apprestano ad arrivare in tempo al tavolo dei dolci, perché si sa, quando è gratis anche se stai per vomitare un posticino per il dolce lo trovi sempre. Poi ritirano la loro bomboniera di Thun a forma di angelo dall’apposito contenitore posto sul tavolino accanto alla composizione di fiori rosa, fiori di pesco e se ne tornano a casetta “E pure sta Prima Comunione se la semo levata dai c…”.

Ora, tornati a casa, passati i fumi dell’alcol e smessi gli abiti sobri della festa, sobria anche lei, provate a chiedere a vostro figlio/a che significato ha avuto fare la Prima Comunione. Se vi rispondono che è stato il primo passo verso il sacramento dell’Eucaristia giuro che vi finanzio di tasca mia la festa per la Cresima.