A Vercelli l’11 maggio l’Italia ha avuto il primo della catena dei Pride che si svolgono in sabati diversi in città diverse. Si chiama l’Onda Pride. Quest’anno ne sono previsti una trentina, anche in piccole città imprevedibili come Avellino e Gallipoli. Sono, in tutto il mondo, i Pride del 50esimo anniversario: ovvero 50 anni fa la piccola rivolta attorno al bar Stonewall di New York fu l’atto di nascita del movimento Lgbt. Vercelli ha vissuto in questo 11 maggio il primo Pride della sua storia con un migliaio di persone, una piccola miscela del “popolo” dei Pride, che ormai è una festa laica e dei diritti, l’unica che porta in piazza insieme i fazzoletti tricolore dell’Anpi e gli arcobaleni sul viso degli adolescenti.

Questa volta molto visibile è stata la componente dei migranti Lgbt africani neri, grazie al peso e all’influenza regionali del gruppo Africa Arcigay Vercelli/Biella, una vera “eccellenza” nel panorama nazionale. E’ stato il primo Pride come organizzatrice per Giulia Bodo, presidente del Circolo e instancabile attivista dei diritti civili. E Maura Forte, la sindaca piddina di Vercelli, ha accolto per la prima volta una manifestazione del genere come ospitante, con la fascia tricolore, e persino in presenza di un micro-presidio di contestazione da parte di Forza Nuova.

S., ventenne del Ghana, ha vissuto in questo 11 maggio il primo Pride della sua vita. L’anno scorso era già a Torino ma non aveva ancora avuto il coraggio di “venire fuori”. Balla felice, si guarda intorno stupito. A domande risponde raccontando che la madre gli ha ferito malamente una caviglia nel tentativo di far scappare lo spirito cattivo che lo voleva gay. Ma il colpo di grazia glielo ha dato l’aggressione dei suoi compagni di scuola. Avevano scoperto lui e un altro ragazzo che si baciavano nei bagni dell’istituto. A quel punto è scappato. La sua famiglia sa soltanto che è vivo. Ora ha un ragazzo qui in Italia, un suo connazionale che ha già ottenuto l’asilo. Riprende a camminare ballando nel corteo. Deve andare via presto. Vuole passare in moschea prima del tramonto, quando finalmente si interrompe il Ramadan. L’indomani non potrà passarci, perché ci sono da fare le prove da drag queen. Problemi con Allah? Nessuno, è lui che mi ha creato così. Cose che si imparano a Vercelli.

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