A marzo si è interrotto il trend positivo della produzione industriale partito a gennaio. Rispetto al mese precedente l’indice è diminuito dello 0,9% e in confronto con il marzo 2018 il calo corretto per gli effetti di calendario è dell’1,4%. Una flessione che, rileva l’Istat, consente comunque di chiudere il primo trimestre con una variazione “ampiamente positiva rispetto al precedente, la prima dal quarto trimestre 2017”. Le flessioni più ampie mese su mese si registrano nei due comparti che erano cresciuti di più nel mese precedente: la farmaceutica (-7,7%) e il tessile e abbigliamento (-4,1%). Anno su anno, a contribuire di più alla riduzione dell’indice sono la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-9%), la farmaceutica (-6.7%) e la fornitura di energia elettrica, gas e vapore (-5,2%). La produzione di autoveicoli diminuisce del 14,4% su base annua e anche il primo trimestre è in flessione tendenziale del 14%.

Tra i principali settori di attività, solo per i beni strumentali si registra un incremento congiunturale. Gli altri comparti registrano una dinamica negativa. Anche in termini tendenziali, cioè anno su anno, sia l’indice generale sia quelli settoriali mostrano flessioni al netto degli effetti di calendario, con l’unica eccezione dei beni strumentali, in moderata crescita. Diminuiscono i beni intermedi (-1,9%) e i beni di consumo (-1%).

“Questa battuta d’arresto giunge inaspettata dopo la stima sulla crescita dello 0,2% del Pil nel primo trimestre diffusa dall’Istat il 30 aprile”, commenta il presidente del Centro Studi Promotor Gian Primo Quagliano. Il calo segue le due crescite significative di gennaio (+1,8%) e febbraio (+0,8%). “Il dato è comunque coerente con i segnali negativi che vengono dall’indicatore anticipatore determinato dall’Istat e dagli indicatori sul clima di fiducia delle imprese e dei consumatori, che sono tendenzialmente in calo sia pure con qualche sporadico dato in controtendenza”, osserva Quagliano.

Secondo il rapporto sulla congiuntura di Ref Ricerche, sui buoni dati del primo trimestre potrebbero aver pesato “fattori di tipo transitorio, fra cui un’attività dell’edilizia particolarmente vivace legata al clima più mite della media stagionale. Questo effetto potrebbe avere ad esempio pesato molto sul Pil italiano. Inoltre,
fattori particolari, legati alla calendarizzazione dei periodi di ferie hanno generato accidentalità nelle oscillazioni mensili della produzione. Possibile che questo effetto abbia pesato in negativo sulla produzione di dicembre, favorendo il recupero di gennaio. Probabile che un effetto di questo genere produca una contrazione della produzione italiana in aprile”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Ricchezza delle famiglie, nel 2017 era 9.742 miliardi. “Valore pro capite al di sopra di quello dei tedeschi”

prev
Articolo Successivo

Dazi, scatta aumento Usa su beni cinesi. Pechino annuncia contromisure e Trump abbassa i toni: “Colloqui cordiali”

next