Mi costituisco, confesso: ho fumato cannabis, illegale e legale. L’ho fatto a lungo, soprattutto nel primo caso. Non ne vado orgoglioso, ma men che meno mi pento. Poi ho smesso. Ho smesso di fumare cannabis con alti contenuti di Thc, quella illegale, per intendermi con chi non fosse avvezzo alla questione nel 2014. L’ho fatto per due motivi: non mi dava più alcun piacere, anzi mi agitava, e allo stesso tempo ho maturato una sensibilità personale nei confronti del tema del finanziamento alla criminalità che stava a monte delle mie cannette.

Da quando è possibile acquistare cannabis legale, l’ho provata di tanto in tanto. Qualche tiro prima di andare a letto. Paragone impietoso: rilassa molto grazie all’alto contenuto di Cbd che ha effetto miorilassante, non ‘sballa’ per il basso contenuto di Thc che per legge non può superare lo 0,6 per cento. Sapore assai simile alle canne di quand’ero ragazzo. Mi è capitato raramente di fumarla. Sarò entrato in un canapa shop due, forse tre volte. Anche la cannabis legale – en passant, l’Italia era il secondo coltivatore al mondo fino al proibizionismo degli Anni Cinquanta – non mi dà più alcun piacere.

Ora, però, se mi piacesse ancora fumare e non avessi maturato quella sensibilità sul mercato che sta a monte dello spaccio, di fronte alla nuova battaglia proibizionista di Matteo Salvini potrei reagire in un unico modo. Chiusi i canapa shop, scomparse le bustine di marijuana legale dai bar-tabacchi (ministro, chiude anche quelli?) tornerei a fumare marijuana illegale. Conosco molte persone che hanno ancora piacere a fumare e comprano quella legale: zero rischi con la legge, gusto ormai gradevole. Fanno parte della schiera di coloro che lascerebbero il Cbd per tornare al Thc? Penso di sì, e credo sia folta.

Lasciando da parte il danno economico – il mercato è esploso negli ultimi anni e la filiera vale circa 40 milioni di euro, ettari destinati alla coltivazione passati da 400 a 4mila in 5 anni, prodotti derivati (dalla pasta ai tessuti) che hanno un proprio giro perché la canapa è come il maiale, non si butta via nulla – la crociata del leader della Lega rischia insomma di trasformarsi in un boomerang. Non solo elettorale.

Chissà a quanti elettori piaceranno le ultime proposte messe in fila: un bel grembiulino alle elementari per i propri bambini, che da adolescenti non potranno fumare una cannetta di Cbd ma continuare a comprare hashish dalle organizzazioni criminali e a 18 anni potranno tornare a frequentare le case chiuse per un po’ di piacere sicuro. Una crociata, quella sulla cannabis, fuori dal tempo e dalla realtà che mi spinge a una domanda: Salvini, ma cosa ti sei fumato?