Sporco negro” e ancora “negro di me..a”. Sono gli insulti razzisti rivolti a un giovane calciatore del Gambia, Kabila Colley, durante la finale regionale Juniores di calcio a Ravanusa, in provincia di Agrigento. Giovanni Castronovo, direttore generale della squadra, ha annunciato una querela alla Procura contro l’arbitro. Secondo la sua denuncia, è stato proprio il direttore di gara, Cristian De Caro, a rivolgersi in questo modo al 18enne che gioca con il Parmonval, squadra del campionato di Eccellenza.  “Kabila piangeva alla fine della partita – spiega Castronovo all’Adnkronos – Perché quelle offese razziste lo hanno davvero molto colpito. Era devastato“.

Secondo il racconto del giovane giocatore, che vive in una comunità per minori stranieri a Palermo, l’arbitro lo avrebbe più volte insultato durante la partita. “E me lo hanno confermato anche altri giocatori – dice ancora Castronovo, che nella vita fa l’avvocato – uno di loro si è avvicinato all’arbitro e gli ha detto di smetterla di insultarlo ma ha continuato”. Il legale parla di “una prestazione arbitrale scadente, tanto da far rabbrividire tanto il presidente regionale della Figc Santino Lo Presti che i commissari dell’Aia regionale presenti alla gara”. “Per carità – aggiunge – chi fa calcio sa bene che può anche accadere che l’arbitro abbia una giornata storta, ciò che voglio segnalare è il grave, riprovevole e reiterato comportamento razzista assunto dal signor De Caro nei confronti del nostro calciatore”. “Lo ha apostrofato per ben due volte con le frasi ‘sporco negro’ e ‘negro di me..a’”, denuncia Castronovo.

“La nostra società, in un programma di integrazione e socializzazione, ha tesserato quest’anno ben 5 calciatori di colore, affinché costoro possano inserirsi a pieno nella realtà palermitana e socializzare con i propri coetanei. Non possiamo assolutamente sorvolare su un fatto così grave è riprovevole”, continua l’avvocato. Per questo, conclude, “la società Parmonval depositerò presso la Procura della Repubblica di Agrigento una querela nei confronti di questo pischello, affinché chi di competenza possa prendere i dovuti provvedimenti del caso”.

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